Mese: luglio 2012

Storia proibita degli anni ’80 – Il calcio degli scandali

All’alba del decennio scoppia lo scandalo delle scommesse. Una vicenda che trasforma il calcio in show business. Nelle squadre tornano gli stranieri, e i calciatori diventano star, con tutti i pro e i contro della condizione.

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Anni 80: l’amore al tempo dell’Aids.

Negli anni 80 trionfa il culto del corpo, torna il mito dell’uomo forte. Eppure questo è anche il decennio delle confessioni e dell’outing, delle inclinazioni sessuali disinvolte e svelate. Sono i dieci anni in cui il mondo omosessuale esce dallombra e rivendica i propri diritti.

(55 min. circa)

Gli anni ruggenti dei socialisti.

Bettino Craxi non è stato solo un leader di partito e un premier disinvolto ma anche un sex-symbol irresistibile per quell’Italia che amava e sognava il potere. Per la prima volta la condotta privata di un leader di partito e dei suoi luogotenenti è sotto gli occhi di tutti, fino a diventare il simbolo della nuova politica.


(54 min. circa)

Vacanze per un massacro.

Film del 1980, con Joe D’Alessandro, Lorraine De Selle, Gianni Macchia.
Regia di Fernando Di Leo.

Un pericoloso criminale (Joe D’Alessandro) fugge dal carcere. Il suo primo problema è quello di trovare un mezzo di locomozione grazie al quale poter far perdere le proprie tracce nel più breve tempo possibile. A tale proposito nota un casolare nel quale due uomini compiono alcune mansioni agricole: li aggredisce, e li uccide, all’unico scopo di prenderne la macchina parcheggiata sullo sterrato.

Con l’auto finalmente conquistata il fuggitivo si dirige, senza fretta, verso una seconda abitazione.  Una volta raggiunto il luogo di destinazione, perlustra la zona. Ben presto nota una macchina che punta proprio verso di lui: si tratta di un singolare trio formato da marito, moglie e cognata.

L’evaso rimane nascosto ed osserva i movimenti dei nuovi arrivati. Li vede preparare la cena, discutere, ha modo di considerarne le personalità. Nota anche una ben poco dissimulata tresca tra cognati.

Alla fine vanno tutti a letto: marito e moglie “dormono” nella stanza matrimoniale mentre la giovane cognata si sistema (nuda) sul divano. La ragazza finisce poi per masturbarsi sugli amplessi provenienti dalla stanza affianco.

Nonostante le “fatiche” della notte il cognato (Gianni Macchia) si alza presto per andare a caccia, incappando però nella sorella della moglie (Lorraine De Selle) che reclama la sua “parte”. La donna lo provoca, gli dice che è vecchio e che non ce la fa più: di conseguenza l’uomo deve dimostrare il contrario e la accontenta sotto gli occhi del fuggitivo che spia da fuori tutta la scena.

Ben presto le due sorelle si ritrovano sole in casa: la maggiore si prepara per andare a fare la spesa in paese mentre la più giovane ha in programma di prendere un po’ di sole sul prato vicino.

Quando la ragazza rimane sola, l’evaso decide finalmente di entrare in azione. Approfittando della musica a tutto volume sorprende la giovane alle spalle, tramortendola con un cazzotto. La prende in braccio e la porta dentro. Si procura un piccone, si dirige verso il caminetto, ed inizia a scavare.

Che cosa l’uomo stia cercando è presto detto: nonostante i ripetuti tentativi della prigioniera di fuggire, appare subito chiaro che c’è nascosto del denaro frutto di un precedente colpo.

Il rapporto tra l’evaso e la giovane donna è piuttosto conflittuale: ma i due, forse per la tensione ed i rispettivi tentativi di fregarsi, finiscono ben presto l’uno sull’altra.

Quando la sorella più grande, ignara di tutto, torna dal paese, viene ovviamente sorpresa dal malvivente. Le due donne finiscono legate nella stanza affianco. A questo punto l’ultimo problema è quello di neutralizzare il cacciatore e soprattutto il suo fucile: l’evaso riesce a farlo piuttosto agevolmente, sfruttando l’effetto sorpresa ed una superiore esperienza nel corpo a corpo.

La logica conseguenza è che ora siano i sequestrati a scavare. Ovviamente col fucile puntato dietro la schiena. I quattro hanno anche occasione di scambiare qualche parola: in particolare il galetotto informa la tradita della relazione tra suo marito e la sorella.

Una volta recuperato il denaro, l’evaso ordina ai fedifraghi di compiere un amplesso di fronte a lui e alla tradita. L’inizio è difficile ma poi la cosa riesce grazie anche alla naturale predisposizione dei due.

Concluso il rapporto sessuale i cognati vengono immobilizzati nel letto. L’uomo, considerata la lunga astinenza, non ha di certo problemi a consumare un nuovo rapporto con la tradita che dal canto suo sembra tutto sommato gradire. I due si sistemano sul divano ed iniziano a “conoscersi”.

I cognati, rimasti nella stanza affianco, riescono però a liberarsi: intendono intervenire contro il bandito, sperando che il probabile colpo che riuscirà a sparare non colpisca nessuno dei due. Una questione di destrezza e probabilità, insomma.

Quando decidono di agire compiono però un piccolo errore di coordinazione che dà all’evaso la possibilità di saltare giù dal divano e far fuori entrambi con due perfette fucilate.

A questo punto la superstite, moglie e sorella delle vittime, è posta di fronte ad una scelta: seguire l’uomo che forse cominciava ad amare oppure reagire. La soluzione scelta sarà particolarmente cruenta e tale da chiudere il cerchio.

Film “minore” di Fernando Di Leo, Vacanze per un massacro è anche uno degli ultimi del regista pugliese prima del prematuro ritiro. Girato praticamente tutto all’interno di una isolata casa di campagna è di certo il risultato di un budget ridotto all’osso e della non più ispiratissima vena creativa di un cineasta che – occorre ricordarlo – era anche un eccellente sceneggiatore.

La pellicola, però, presenta degli spunti interessanti. Innanzitutto è particolarmente violenta. Le scene di sesso sono ardite ed esplicite, così come la spregiudicatezza ed il cinismo dei personaggi rispetto ai quali l’evaso mantiene una sua dignità ed eticità: la demarcazione tra lecito e illecito è chiara ma la morale del criminale, pur essendo dura e spietata, è certamente più coerente rispetto a quella corrotta (o “borghese”) che invece contraddistingue i personaggi vittime dello stesso bandito.

Joe D’Alessandro aveva il Phisique Du Role, la determinazione necessaria, per un simile personaggio (quello del malvivente) anche se alcune sue mimiche facciali possono apparire allo spettatore odierno piuttosto bizzarre se non ridicole. Gianni Macchia (il cacciatore), attore “feticcio” di Di Leo, è qui in uno dei suoi ultimi ruoli: senza infamia e senza lode. Interessante invece il personaggio interpretato da Lorraine De Selle, spregiudicata studentessa universitaria, pronta a far suo il pericoloso criminale – anche in ambito sessuale – salvo poi lasciarci stupidamente la pelle.

Le musiche sono le stesse del celeberrimo Milano calibro 9 (riciclate) così come qualche aspetto della trama ricorda certamente il vero capolavoro di Di Leo (il galeotto che nasconde il bottino per poi andarselo a riprendere a qualunque costo una volta uscito di galera).

Insomma, Vacanze per un massacro è contemporaneamente il simbolo della fine di un genere e di un’epoca. Tuttavia appare godibile ed apprezzabile per gli appassionati di Fernando Di Leo.

Consigliato. Censura elevata ai 18 anni.

Vacanze per un massacro – Madness
Titolo originale Vacanze per un massacro – Madness
Paese Italia
Anno 1980
Durata 86 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Fernando Di Leo
Soggetto Mario Gariazzo
Sceneggiatura Fernando Di Leo
Produttore Mida Cinematografica
Fotografia Enrico Lucidi
Montaggio Amedeo Giomini
Musiche Luis Enríquez Bacalov
Scenografia Francesco Cuppini
Costumi Carolina Ferrara
Interpreti e personaggi