Dove va la destra?

Facciamo, dopo due anni di blog, una sorta di endorsement: chi scrive è politicamente collocabile in un’area di centro-destra. Più precisamente mi definirei un liberal-conservatore ma in un’Italia in cui tutti fanno a gara nel definirsi riformisti o peggio progressisti diventa più opportuno parlare semplicemente di centro-destra.

Volevo però fare partecipi i lettori di alcune considerazioni puramente personali su ciò che ho potuto constatare bazzicando, come semplice osservatore, nella variegata area di centro-destra.
Non credo di avere visioni particolarmente “bizzarre” su come dovrebbe essere un centro-destra “normale” ma a quanto pare mi sbagliavo.

I principali valori verso i quali un partito o polo conservatore generalmente si orienta sono i seguenti:

– IL PATRIOTTISMO (identità nazionale, cura degli interessi nazionali, diffusione della lingua e della cultura nazionale all’estero, rifiuto di qualsiasi rigurgito secessionista, rifiuto di qualsiasi tipo di alleanza o rapporto con partiti o movimenti che perseguano politiche secessioniste relativamente a porzioni più o meno ampie di territorio nazionale).

– IL LIBERO MERCATO (favorire la libera iniziativa economica privata, favorire una legislazione ed un sistema tributario che sia amico e non nemico di chi vuol fare impresa, perseguire uno snellimento della burocrazia AKA pubblica amministrazione, liberare risorse mettendo a dieta Il Gran Leviatano che più cose fa più le fa male)

– LEGGE E ORDINE (pur convergendo sulla considerazione che la legge tendenzialmente limiti le libertà individuali un qualsiasi partito di centro-destra dovrebbe puntare alla costruzione di un sistema giuridico coerente ed organico che permetta di dirimere le controversie in tempi utili sia in ambito civile che penale. Inoltre ampio spazio dovrebbero trovare, in un simile sistema, i principi della certezza del diritto e della pena oggi sono tutt’altro che scontati. Favorire e realizzare inoltre in ambito penale il recupero del detenuto che ovviamente tende, in assenza di congrui interventi, ad essere recidivo una volta ributtato nella società)

-TUTELA DELLE FAMIGLIE E DELLA NATALITA’ (Come si tutela la famiglia? Prima di tutto evitando di ostacolarla con una pressione fiscale folle e con regole o consuetudini del mercato del lavoro – vedi l’infame pratica delle cosiddette dimissioni in bianco tutt’altro che scomparsa con la cosiddetta riforma Fornero – che tendano ad espellere le donne in gravidanza o che rientrano dalla maternità. Chi decide di costruire un nucleo familiare deve essere favorito da un sistema di tassazione e di welfare più favorevole rispetto a chi deve pensare solo a se stesso.)

– CONTROLLO DELLA IMMIGRAZIONE (In tempi normali né tantomeno in tempi di crisi è possibile aprire – indiscriminatamente le porte – a tutti i rifiugiati economici del mondo. Sarebbe dunque giusto non parlare più sempre e soltanto di rifugiati politici che, al netto di quelli economici, costituiscono comunque una minoranza).

– RIFIUTO DEL MULTICULTURALISMO (Intollerabile pensare che ci possano essere regole diverse a seconda dei vari gruppi etnici. Evitare ghetti, zone franche, ambiguità che possano dare luogo a corpi estranei rispetto al contesto di regole condivise).

– ETICA PUBBLICA E PRIVATA (Comportamenti che siano in linea con le proprie funzioni pubbliche, comportamenti privati che sia improntati al rispetto delle regole e del prossimo).

– AMPIO USO DEL BUON SENSO E DELLO SCETTICISMO VERSO I “GRANDI DISEGNI” (le migliori istituzioni sono quelle che si sono formate con il consenso e l’appoggio dei cittadini e che possono da costoro essere controllate attraverso il voto e la critica. Tutto ciò che è stato costruito a prescindere da simili principi è presto o tardi crollato in maniera rovinosa. Da qui lo scetticismo verso le grandi costruzioni teoriche, quelle di menti illuminate di padri o “geni” fondatori, che promettono il paradiso in terra e fulgidi destini).

Niente di nuovo, quindi. Si tratta di principi presenti in tutti i partiti di centro-destra, non solo in Europa ma nel mondo. E allora dove sta il problema? Il problema è che, con mia grande sorpresa, molti di questi valori non sembrano essere particolarmente diffusi nell’area “culturale” della quale pensavo di far parte.

Frequentanto blandamente alcuni circoli di sedicenti liberali di centro-destra ho notato la stessa intolleranza, spocchia, arroganza che tanto mi ha fatto disgustare gli ambienti della sinistra. Ovviamente senza che mancassero figure “carismatiche” o “guru” di varia provenienza e qualità.

In più ho constatato uno scarso interesse per le sorti del nostro stato nazionale. Una specie di secessionismo strisciante (al netto di un vago europeismo di maniera), un anti-italianismo sempre presente nei discorsi, che mi ha lasciato stupefatto.

Evidentemente l’ultradecennale vicinanza con la Lega nord ha fortemente affievolito le certezze “patriottiche” di chi milita più o meno disinteressatamente nel centro-destra.

Ed è un grande peccato perché la maggioranza (silenziosa) degli italiani non è certamente, per cultura politica e mentalità, collocabile a sinistra.

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7 comments

  1. mi dispiace dirtelo, ma in Italia il peggio è collocato nell'area elettorale del centrodestra; è sbagliato generalizzare, ma io che mi ritengo un liberale di sinistra (una vera mosca bianca) penso che il nostro sia un paese splendido abitato da individui pessimi. e, ripeto, in una sorta di logica buoni/cattivi, questi ultimi albergano più a destra che a sinistra

  2. Esistono molte destre come molte sinistre e molti centri.E' impossibile rappresentare la complessità del mondo su un asse lineare.Le dimensioni della politica sono molteplicilaicismo e non deismo rispetto a religiosismodecrescita vs crescitaliberismo rispetto pianificazionemodernismo vs tradizionalismogobalismo vs localismosocialismo e movimenti sociali vs capitalimo…Abbiamo un iperspazio della politica, non un asse.

  3. Ho parlato di una esperienza personale che mi ha lasciato molto perplesso. Se per 10 anni e oltre, ti devi alleare con la Lega Nord certe conseguenze sul piano "ideologico" si vedono. Anche perché tra le due realtà politiche quella leghista è certamente la più connotata e forte ideologicamente.

  4. Ciao, ogni tanto mi rifaccio viva!! Complimenti per come hai sistemato qui, e' davvero bello. Per il tuo articolo concorco che ormai la differenza tra destra e sinistra e' veramente irrisoria. Ed io una soluzione per gli italiani che non si riconoscono piu' in questo dualismo "retorico" ce l'avrei 🙂 un salutoneSafra 🙂

  5. Si, mi sembra decisamente meglio, hai fatto un'ottimo lavoro 🙂 Su twitter era tanto che non scrivevo…ma ci sono ancora. Ti ho contattato anche li'…ho cambiato nome 😉

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