Cappa di piombo sulla stampa italiana.

Il tentativo di Mario Monti di “salvare l’Italia” sembra essere accompagnato da una cappa di piombo sui mezzi di comunicazione. Come nei periodi peggiori di questo Paese a farne le spese è la democrazia ed il diritto dei cittadini ad essere informati. Non solo gli italiani sono stati privati in passato della possibilità di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento, non solo gli si è imposto (attraverso la fervente ed entusiastica collaborazione delle più alte cariche dello stato) un governo “tecnico” espressione degli interessi europei e di gruppi di potere facilmente identificabili, ma le parole d’ordine “rigore e sobrietà” – assai somiglianti a quelle di “ordine e disciplina” lette sui libri di scuola – vengono fatte proprie come un mantra da una stampa tutta – o quasi – allineata in un incondizionato sostegno al governo.

Si respira un’aria pesante non solo per la situazione economico-finanziaria dell’Italia ma anche per la sordina che puntualmente viene imposta a qualunque voce fuori dal coro. Nessun dissenso trova spazio nei mezzi di comunicazione “tradizionali”. Solo la rete, per fortuna, riesce a dare spazio ai tanti dubbi espressi da cittadini preoccupati e a chi tenta di incrinare (aggirare) il fronte unico che domina da settimane televisioni e giornali.

I media tradizionali esibiscono il loro tratto peggiore, ponendo in essere un vero e proprio culto della personalità nei confronti di Monti e dei suoi ministri. Ci si concentra sul suo “stile”, se ne loda il cappotto di loden, il senso dell’umorismo, le “battute”, si distribuiscono ritratti agiografici, si dice che l’Italia è tornata a contare in Europa. Ovviamente si diffondono fantomatici sondaggi che evidenziano un gradimento a Monti che sfiora l’85% degli intervistati (manco nella Bulgaria dei tempi belli).

Situazione imbarazzante e pericolosa.
Pochi hanno messo in evidenza la nebulosità che caratterizza i primi passi di questo governo, la mancanza di trasparenza a tutti i livelli, gli evidenti conflitti di interesse, il fatto che Mario Monti abbia fatto conoscere le misure economiche prima ai partner europei (Merkel le ha definite “impressionanti”) che al parlamento italiano, gli incontri nottetempo dei segretari dei maggiori partiti che sostengono l’esecutivo, il tentativo di screditare con la qualifica di “complottista” chi opera in rete.

Di conseguenza l’invito ai lettori di questo blog è sempre il solito: tenere gli occhi aperti, non accontentarsi dei media tradizionali che hanno dato prova della loro pochezza in innumerevoli occasioni (compresa la querelle sullo “spread” che sarebbe sceso di colpo con le dimissioni di Berlusconi), utilizzare molto la rete e gli innumerevoli contributi informativi indipendenti presenti su Facebook e You Tube.

Anzi, a breve pubblicheremo dei banner alternativi al conformismo dilagante.

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One comment

  1. Hai ragione, ma il problema e' sempre lo stesso…alla gente non interessa sapere la verita', perche' conoscerla significherebbe agire di conseguenza. Quindi si lasciano raggirare…consapevolmente. E' questa la verita' tragica. CiaoSafra

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