Il ciclone Farage.

In queste ultime settimane impazzano in rete le imprese europarlamentari di Nigel Farage, esponente di un partito britannico euroscettico e conservatore. I cosiddetti “media tradizionali”, sempre pronti a dare rilevanza a qualsiasi più che frivolo fenomeno legato a internet, hanno scelto di ignorare. Che cosa ha fatto di così scioccante questo coraggioso parlamentare? Semplicemente dire – in maniera chiara e netta – ciò che evidentemente molti suoi elettori pensano della eurocrazia di Bruxelles. A dire il vero non solo i suoi elettori, dato che moltissimi italiani sono andati sulla sua pagina Facebook per ringraziarlo.

“In nome di Dio, chi vi credete di essere?” questo uno dei più celebri incipit dei suoi brevi discorsi (in media 3 minuti) tenuti presso il parlamento europeo alla presenza dei più grandi burocrati nonchè difensori della ortodossia eurocratica.
“Chi siete, chi vi ha eletti? Chi rappresentate? Chi vi dà il diritto di impartire ordini al popolo greco e a quello italiano? Chi vi dà il diritto di porre i vostri tecnocrati al posto di governi democraticamente eletti? Tutto ciò è già successo in Grecia, in Italia… sembra quasi un giallo di Agatha Christie: chi sarà il prossimo?”.
E ancora: “Lei, signor Van Rompuy, non è un assassino silenzioso della democrazia – come avevo detto in un’altra occasione – ma ha fatto molto rumore, forse troppo. Come può lei, che non è stato eletto da nessuno, andare in Italia e dire che non è tempo di elezioni? Lei ha lo stesso carisma di uno straccio bagnato, signor Van Rompuy…” E via di questo genere.

Nigel Farage ha dato un senso, in pochi minuti, al noioso ed in gran parte inutile lavoro del parlamento europeo, unico organo democraticamente eletto tra le istituzioni comunitarie e proprio per questo il meno importante. Come si sa, infatti, tutto il potere risiede nel consiglio d’Europa, nella commissione europea e soprattutto nella BCE (ovvero la banca centrale europea con sede, manco a dirlo, a Francoforte).

Attraverso questi infuocati interventi Farage si è guadagnato la stima di molti nostri connazionali che lo hanno ringraziato ed incoraggiato, in un certo senso eleggendolo come proprio rappresentante in Europa. La sua pagina Facebook parla italiano (vedere per credere https://www.facebook.com/NigelFarage). Tutto ciò è nato e si è sviluppato esclusivamente sul web, con le molteplici opzioni di condivisione utilizzabili attraverso i più conosciuti social network. Sui media “tradizionali” è stata imposta la cappa di piombo solitamente utilizzata per imboscare notizie, persone, libri, movimenti scomodi. Nessuno, veramente nessuno, ne ha parlato a parte forse “Il Giornale” di ieri con un misero trafiletto. In Italia, quando si vuole boicottare una qualsiasi iniziativa, si usa un metodo molto semplice: la si fa scomparire. D’altronde sono tutti impegnati a sostenere “un governo tecnico per l’Europa” che promette non certo “lacrime e sangue” (espressione sgradita al prof. Monti) ma sacrifici equi. E’ del tutto evidente che non si voglia in alcun modo disturbare il navigatore che “tutto il mondo ci invidia”. Un navigatore che ovviamente gode “del favore dell’ 85% degli intervistati” e che soprattutto non “deve fallire, perchè se fallisce è la fine dell’Italia” (Fini dixit).

Di conseguenza non ci vuole molto a capire come in questo clima nessuno possa permettersi di instillare il dubbio circa il grado di “democraticità” delle decisioni ed istituzioni europee. Nessuno può permettersi di discutere l’euro e l’Europa (chi lo fa è solo un sordido populista che merita l’oblio). Per questo Farage è stato totalmente ignorato dai nostri ridicoli media e continuerà ad esserlo. Soprattutto ora che si sa quanto possa essere popolare uno che dice a Van Rompuy : “Chi è lei per dare ordini agli italiani? Ha lo stesso carisma di uno straccio bagnato!”

Post Scriptum: ho avuto il dispiacere (a proposito di media nostrani) di seguire la puntata del 15 novembre di Matrix, la trasmissione “condotta” da Alessio Vinci. C’erano in studio – finalmente – esponenti di scuole di pensiero sull’euro e l’Europa diametralmente opposte. In un Paese “normale” sarebbe stata un’ottima occasione per fare finalmente approfondimento, informare, avviare uno stimolante confronto tra orientamenti diversi. Peccato che il comandante Vinci abbia rovinato tutto, svolgendo il ruolo di arbitro giocatore e riducendo al silenzio i vari Giulietto Chiesa, Paolo Barnard e Claudio Messora (soprattutto i primi due). Per dare spazio a chi? Ovviamente alle rispettabili opinioni di “persone serie” come il banchiere Costamagna ed i giornalisti economici (senza nessuna ironia) Bechis e Giannino (assolutamente deludenti, soliti normalizzatori alla “va tutto bene,  è tutto normale”).
Se non altro Matrix ha avuto il merito di cominciare a parlare di vari fenomeni (Bildelber, Trilateral, banche d’affari) fino a ieri sconosciuti al grande pubblico.
Rompere il muro di omertà su queste vicende è possibile. L’invito è quello di informarsi, di pensare con la propria testa, di non accontentarsi di tesi consolidate e preconfezionate dai media “rispettabili”. Accendiamo il cervello e decidiamoci a fare i cittadini, senza accontentarci di essere sudditi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...