Grandi ammucchiate.

Presso alcuni organi di stampa, prevalentemente “progressisti”, emerge con evidenza l’ipotesi di un governo tecnico, di unità nazionale, di salute pubblica o del Presidente. Si tratta di definizioni, spesso originarie della prima repubblica, con le quali ci si riferisce al medesimo scenario: un governo sostenuto da maggioranze parlamentari diverse da quelle emerse con le elezioni. L’obiettivo (o l’illusione) sarebbe quella di affrontare problemi che un solo schieramento non riuscirebbe mai ad affrontare.

C’è da osservare come questi artifizi, bizantinismi come oportunamente li definisce un giornalista tedesco della Frankfurter Allgemeine Zeitung, siano di moda soltanto in Italia. Il tanto citato esempio spagnolo si rifà infatti ad una situazione diversa con il premier Zapatero che, rilevando l’impossibilità del proprio governo di far fronte alla grave crisi economica, stabilisce la data delle elezioni politiche a novembre. Quando in Germania c’è stata la grosse koalition, ciò è successo immediatamente dopo le elezioni non appena si è verificato un sostanziale pareggio tra socialdemocratici e Cdu. Quindi non dopo, non a fine legislatura, non per sostituire con un papocchio parlamentare una maggioranza scelta dagli elettori. Tra l’altro in Germania hanno dei precedenti storici che impongono determinati comportamenti (vedi le continue elezioni politiche del periodo Weimar). Non si può nemmeno addurre la scusa che si tratti di sistemi diversi dal nostro, visto che Spagna e Germania adottano un sistema parlamentare.

Credo che il governo tecnico indebolirebbe le ambizioni elettorali dell’attuale opposizione: se si dovessero prendere provvedimenti pasticciati o gravosi, tutto ritornerebbe in gioco, compreso -incredibilmente- il centrodestra.
Di conseguenza questa passione per le ammucchiate non giova proprio a nessuno: si tratta semplicemente di un gioco a nascondino nel quale la nostra inetta classe dirigente si diletta per far fronte alla propria mancanza di idee e coraggio. Fare le “riforme” tutti assieme, perchè tanto presi uno per uno nessuno ha il coraggio di farle. Agire in modo che nessuno rimanga col cerino in mano: anzi, tenerlo tutti assieme affinchè il cittadino non capisca più a chi attribuire le responsabilità di un eventuale disastro.

Pensandoci bene si tratta dell’ennesima truffa di una classe politica totalmente impreparata e in buona parte disonesta.

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