La polizia è sconfitta

Film di Domenico Paolella del 1977, con Marcel Bozzuffi e Vittorio Mezzogiorno.

In una bellissima Bologna, città ricca e impegnata politicamente, il bandito Valli-Mezzogiorno è il capo del racket locale delle estorsioni. Lo spettatore intuisce ben presto che c’è dell’altro considerando i mezzi utilizzati per “convincere” i riottosi commercianti: l’esplosivo al plastico.
Due uomini del Valli, travestiti da tecnici della compagnia telefonica di Stato, entrano nei locali dei taglieggiati domandando di poter controllare il telefono a gettoni: così facendo possono aprire l’apparecchio e sistemare l’esplosivo. Valli, posizionato in una cabina al di fuori del locale, chiama il telefono “esplosivo” e il gioco è fatto: salta tutto per aria, compresi gli ignari clienti. E’ chiaro che si tratta di terrorismo e non più di puro e semplice racket.

Dall’altra parte della barricata troviamo il commissario Grifi, alias Marcel Bozzuffi; un attore proviente dal noir francese che ebbe modo di recitare nel celeberrimo Il braccio violento della legge, con Gene Hackman. Bozzuffi è capace di vestire con egual disinvoltura i panni del criminale (per esempio in Luca il contrabbandiere di Lucio Fulci) come quelli del poliziotto essendo indubbiamente facilitato dal fatto che in questi film la figura dello sbirro è spietata almeno quanto quella dei criminali che combatte.vlcsnap-2010-04-04-18h54m23s249.png

Il commissario Grifi-Bozzuffi chiede e ottiene (con sommo ghigno di soddisfazione) carta bianca per poter costituire una squadra speciale dedita alla caccia del Valli, di fatto ingaggiando una lotta senza quartiere che farà scorrere molto sangue da entrambe le parti. I metodi usati dalla polizia sono al limite della legalità e il commissario incita i suoi uomini a dare il massimo senza preoccuparsi troppo del codice.
Alla fine saranno numerosi i morti tra la polizia e l’epilogo del film sarà talmente amaro da giustificare un titolo tanto pessimista come La polizia è sconfitta.

Il film si caratterizza per gli spettacolari inseguimenti in auto e motocicletta, del tutto realistici. La musica di Cipriani è capace di accompagnare le varie fasi della pellicola con classe ed efficacia. Da segnalare alcuni inserimenti splatter. Peccato Paolella non abbia proseguito col genere.

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