Delitto sull’autostrada.

Favola nazionalpopolare firmata Bruno Corbucci con Tomas Milian, Bombolo e Viola Valentino. C’è un nuovo caso per il maresciallo Giraldi: una organizzazione assalta -armi in pugno- i Tir di medicinali in giro per l’Italia, non esitando ad uccidere i conducenti che facciano resistenza. 

 Il film inizia proprio con la musica di Franco Micalizzi, le immagini di autostrade colme di autotreni e le parole di uno speaker radiofonico che dà conto dell’ultima rapina a danno di un camionista.

Il commissario Trentini si reca da Giraldi, impegnato in una festicciola casalinga piena di bambini. I due si chiudono nel bagno, unico luogo “tranquillo” dell’abitazione, ed iniziano a discutere del caso. Tra una battuta e l’altra appare subito evidente la difficoltà di infiltrare una banda bene organizzata ma Trentini tranquillizza Giraldi dicendo “hai fatto di meglio“.
Quest’ultimo, forte dei suoi modi pecorecci, dovrà farsi accettare nell’ambiente dei camionisti fino ad arrivare alle mele marce che compongono il racket criminale. Giraldi cambierà nome e non dovrà avere alcun contatto con la famiglia, per non destare sospetti.

L’opera di infiltrazione ha buon esito dato che dopo qualche tempo Giraldi riesce ad agganciare i “referenti” su strada dell’organizzazione. Il giro è semplice: si tratta di rapinare i Tir carichi di medicinali i quali, a loro volta, verranno ceduti ad una seconda organizzazione che paga il servizio in droga.

La fortuna di Giraldi è di essere simpatico e di non avere certo difficoltà ad entrare in contatto con un gruppo di camionisti tra i quali si cela proprio uno dei capi del racket. Ovviamente in queste scorribande – spesso organizzate con la collaborazione dei “rapinati” – ci scappa il morto (dal quale si giustifica il titolo di  Delitto sull’autostrada).

La cosa interessante è che il referente della banda presso i camionisti appare nel film un vero amicone che quasi mette Giraldi in difficoltà nel doverlo smascherare. Ma il senso del dovere del celebre maresciallo avrà la meglio. Saranno invece molti di più i problemi a resistere al fascino della bella Viola Valentino che in questo film canta uno dei suoi massimi successi “Sola”. Bisogna ammettere che la Valentino era in quel periodo una vera e propria icona sexy ed anche un buon talento musicale. Giraldi penerà molto prima di decidere – a caso risolto – di tornare dalla moglie e il figlio (Paco Fabrini).

Il film, insomma, è uno dei più classici esempi di “poliziottesco comico” in voga tra la fine degli anni 70 e la prima metà degli 80. Questo filone deve intendersi come l’ennesima rielaborazione del “poliziottesco” vero e proprio entrato in crisi nell’ultimo scorcio dei seventies. Con meno sparatorie, meno violenza, più comicità attori come Milian poterono “riciclarsi” in un genere pecoreccio, secondo una strada che era già stata percorsa nel western. Una china questa soddisfacente sotto il profilo commerciale ma mortale per i due generi sopracitati. Nel film è presente, ovviamente, anche il celebre Bombolo – attore naturale – che inscenerà col grande Milian dei siparietti fatti di schiaffoni e battute sempre divertenti da vedere.

Delitto sull’autostrada è del 1982 e si sente. Tutto condito da spensieratezza, da una comicità facile che però fa ancora tanti proseliti capace di differenziarsi anni luce dall’attuale tristezza che caratterizza il cinema italiano.

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2 comments

  1. Anni fa mi procurai il dvd e non manco di rivederlo almeno un paio di volte all'anno.La visione del film potrebbe essere considerata un guilty pleasures.Tuttavia il prodotto, nella sua semplicità filmica, con tante scene "buona la prima", mi sembra superiore alla maggior parte delle fiction mandate oggi in prima serata su Rai e Mediaset.Mantus

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