VALLANZASCA GLI ANGELI DEL MALE.

L’ULTIMO FILM DI MICHELE PLACIDO è UN NOIR, GENERE NEL QUALE I FRANCESI SONO MAESTRI E CHE NOI ITALIANI ABBIAMO QUALCHE REMORA A PORTARE SUI GRANDI SCHERMI. PLACIDO HA AVUTO DEI GRATTACAPI CON QUESTA PELLICOLA, COSì COME TUTTI QUELLI CHE LO HANNO PRECEDUTO NEL TENTATIVO DI RIPERCORRERE -CINEMATOGRAFICAMENTE PARLANDO- LA STORIA DI RENATO VALLANZASCA. LUI CI è RIUSCITO, FORTE DI SUCCESSI E QUINDI DI UN CERTO POTERE CONTRATTUALE, ALTRI NO. QUANDO IL BUON MICHELE DICE CHE C’è DI PEGGIO IN GIRO RISPETTO A VALLANZASCA, HA PERFETTAMENTE RAGIONE: FINISCE ADDIRITTURA PER AFFERMARE UNA OVVIETà. PERò, SECONDO ME, MANCA L’OBIETTIVO RIFERENDOSI AI POLITICI (FORSE CEDENDO AL FACILE QUALUNQUISMO O AD UNA SORTA DI RAPPRESAGLIA VERSO COLORO CHE ALL’INTERNO DEL PALAZZO HANNO CRITICATO IL FILM SENZA VEDERLO, SECONDO UN BEN NOTO SPORT NAZIONALE). I POLITICI NEL MONDO ATTUALE SONO QUASI DEI POVERI DIAVOLI, NON CONTANDO PRATICAMENTE PIù NULLA. LA CRITICA SAREBBE STATA BEN PIù FICCANTE QUALORA  FOSSE STATA RIVOLTA A CHI DETIENE EFFETTIVAMENTE LA PROPRIETà DEL VAPORE, OVVERO I GRANDI POTERI FINANZIARI E BANCARI CHE MINACCIANO DI ANNULLARE QUEL POCO DI DEMOCRAZIA CHE FATICOSAMENTE SI è RIUSCITI AD EREDITARE, A PREZZO DI GRANDI SACRIFICI PASSATI IN TERMINI DI SANGUE E LOTTE. DA QUESTO PUNTO DI VISTA UNO CHE DI NOIR SE NE INTENDEVA DAVVERO, OVVERO FERNANDO DI LEO, AVEVA GIà CAPITO TUTTO QUANDO DICEVA CHE I BANDITI DESCRITTI NEI SUOI FILMS ERANO BEN POCA COSA SE PARAGONATI A CERTI COLLETTI BIANCHI. IL VALLANZASCA DI PLACIDO è INTERPRETATO DA KIM ROSSI STUART, ATTUALMENTE UNO DEI MIGLORI ATTORI ITALIANI ED EUROPEI. A LATERE, PURTROPPO, C’è QUASI IL NULLA. QUESTO è GIUSTO AFFERMARLO ED A QUANTO PARE SEMBRA ESSERE UN’OPINIONE ABBASTANZA DIFFUSA. L’IMPEGNO C’è STATO MA IL RISULTATO SOLTANTO PARZIALMENTE OTTENUTO. KIM ROSSI STUART FORNISCE UNA GRANDE PROVA MA PARADOSSALMENTE CANNIBALIZZA GLI ALTRI ATTORI/RUOLI. LA COLPA NON è SUA MA DI UNA SCENEGGIATURA, DI UNA REGIA, DI COLLEGHI CHE NON RIESCONO A DARE SPESSORE AI PERSONAGGI DI CONTORNO. STIAMO PARLANDO DI UN GRAVE DIFETTO CHE PENALIZZA FORTEMENTE IL FILM. EPPURE INTERPRETI COME TIMI, SCIANNA, SOLARINO NON SONO PROPRIO DEGLI SPROVVEDUTI. MA IN “VALLANZASCA GLI ANGELI DEL MALE” RISCHIANO DI FARE LA FIGURA DEI PUPAZZI. NON MI HANNO ENTUSIASMATO NEMMENO I NEGRAMARO, CHE NON PAIONO DAVVERO ADATTI PER MUSICARE UNA PELLICOLA ISPIRATA AGLI ANNI 70. HO VISTO CHE NEL FILM COMPAIONO I CALIBRO 35, UNA BAND SPECIALIZZATA NELLA SCRITTURA E REALIZZAZIONE DI MUSICHE SULLO STILE DEL CINEMA DI GENERE ITALIANO: PERCHè NON RISCHIARE CON LORO, AVENDO PERò QUALCHE POSSIBILITà IN PIù DI CENTRARE IL BERSAGLIO? CHI CONOSCE I CALIBRO 35 SA DI CHE PARLO E PROBABILMENTE CONCORDERà. VORREI POI DIRE QUALCHE PAROLA SUL DECANTATO ACCENTO “LUMBARD” CHE ROSSI STUART SCIORINA NEL FILM. ALCUNI HANNO FATTO NOTARE, QUA E Là, UNA INQIETANTE GROTTESCA INFLESSIONE SARDA INFRAMEZZATA ALLA PARLATA MILANESE. ORA, SAPPIAMO CHE IL LEADER DELLA COMASINA è STATO DETENUTO PER MOLTI ANNI A BADD’è CARROS. MA è ASSAI IMPROBABILE CHE ABBIA ASSIMILATO LA PARLATA DEL LUOGO… SOPRATTUTTO PRIMA DELLA RECLUSIONE… PASSANDO ALLE NOTE POSITIVE, MI SONO PIACIUTE MOLTO LE AUTO D’EPOCA. SOTTO QUESTO PROFILO NON è STATO TRASCURATO NULLA. ANCHE LA DESCRIZIONE DI UNA CERTA REALTà CARCERARIA MI è PARSA MOLTO ATTENDIBILE E FA VENIRE IN MENTE ALTRE CELEBRI PELLICOLE COME AD ESEMPIO “IL CAMORRISTA” DI GIUSEPPE TORNATORE, ANCH’ESSA INCENTRATA SULLA VIOLENZA CARCERARIA E SUL RUOLO CHE LA DETENZIONE ESERCITA NEL MODIFICARE GLI EQUILIBRI E GLI ASSETTI DI POTERE NELLE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI. ECCO, DIREI CHE LE SCENE IN CARCERE MI SON SEMBRATE PIù VERE, CREDIBILI, RISPETTO A TUTTO IL RESTO CHE FRANCAMENTE SA UN Pò DI FICTION. è NELL’AMBIENTE CARCERARIO CHE ESCE FUORI CIò CHE AVREI VOLUTO VEDERE IN TUTTO IL FILM, OVVERO LA CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI: QUESTO SIGNIFICA CONOSCERLI, AVERE UN QUALCOSA DI LORO DA CONSERVARE E RICORDARE. CHE POI è CIò PER IL QUALE SI GUARDA ED EVENTUALMENTE GRADISCE UN FILM, IN PARTICOLARE UN NOIR.

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