Referendum, l’ennesima occasione persa.

Quand’è che la politica inizierà a trattare i cittadini come tali, evitando scorciatoie paternalistiche? Quand’è che si preferiranno i dibattiti “franchi e seri” sulle questioni dirimenti evitando le facili tentazioni della “libertà di voto”, della disinformazione sistematica, della demagogia, del tentativo di sabotare qualsiasi occasione di confronto?

I quattro quesiti referendari sono certamente importanti, non meno di tanti altri che sono stati nel recente passato ignorati da entrambi i blocchi politici. Non staremo qui ad occuparci di tutti e quattro, ma vorremmo dire due parole almeno su quello riguardante la gestione dell’acqua.
Il governo in carica, sentendo l’aria che tira, ha provato a fare meno informazione possibile o a dare ipocritamente “libertà di voto” evitando di sostenere e spiegare le ragioni di scelte politiche come il nucleare, l’acqua pubblica o il legittimo impedimento. Tutto questo in previsione di una nuova possibile Caporetto, a pochi giorni dal risultato negativo delle amministrative. Il centrodestra, di conseguenza, si ritrae dal dibattito, sostanzialmente facendo finta che il referendum non ci sia.
Dall’altro lato della barricata c’è la sinistra, capace di mettere in campo tutta la sperimentata capacità demagogica. In realtà, per l’ennesima volta, si perde l’occasione di entrare nel merito delle questioni, di affrontare un dibattito con la conseguenza che si tende a trattare i cittadini come imbecilli.
Per esempio, dire che “l’acqua-diventerà-privata” è una sciocchezza. La GESTIONE ed il PASSAGGIO dell’acqua nelle abitazioni private potrebbe diventare realtà qualora vincesse il NO oppure non si raggiungesse il quorum. Si può essere favorevoli o contrari a questa ipotesi ma non si possono ignorare un paio di passaggi.
In primis, si straparla di “acqua privata” quando siamo i primi consumatori al mondo di acqua minerale (cioè in bottiglia). Questo significa che la stragrande maggioranza delle persone che parlano di acqua pubblica non si fida di ciò che i nostri acquedotti portano nelle abitazioni preferendo la cosiddetta “minerale”.
In secundis, è forse preferibile lasciare la gestione dell’acqua nelle mani delle municipalizzate, vero e proprio braccio clientelare dei comuni ? Parliamo delle municipalizzate, utilizzate per sistemare clientes ed ovviamente sempre in perdita… Ci si lamenta dell’eccessivo spazio lasciato allo stato, agli enti locali, alla politica nella vita economica del Paese ma quando si può fare qualcosa per limitare tale deriva ci si gira dall’altra parte.
Come sempre liberisti a parole e statalisti nell’animo.
La rete idrica italiana è affetta da sprechi ed inefficienze, per sanare le quali ci vorrebbero investimenti per oltre 20 miliardi di euro(secondo stime prudenti). Siamo davvero sicuri che questo esborso potrà essere compiuto da enti locali o dallo stato in cronico deficit? *
Ovviamente nessuna risposta a tali quesiti: anzi, simili domande non vengono nemmeno prese in considerazione. Si preferisce turlupinare i cittadini con slogan, frasi fatte. In più c’è un governo che gioca a nascondino, non avendo nemmeno il coraggio di difendere le proprie scelte politiche.
A mio parere sarebbe opportuno trovare le risorse necessarie affidandosi al mercato (che parolaccia) ed alle banche già pronte ad investire nel settore. Bisognerebbe fare dei bandi di gara rigorosi, con tutte le garanzie su investimenti, sicurezza e capacità di gestione della risorsa idrica.
Ovviamente c’è una certa differenza in tal senso considerando anche le esperienze passate (si pensi alle sciagurate modalità con le quali si sono gestite le privatizzazioni negli anni 90) ma è inutile illudersi che con la vittoria del SI sarà possibile intervenire nei prossimi anni sulla rete idrica considerando anche gli enormi sacrifici che l’Europa (la Germania) ci chiede per arrivare al pareggio di bilancio entro il 2014 e alla graduale riduzione del debito pubblico a partire dall’anno successivo (questo richiederà manovre economiche estremamente gravose, sullo stile di quelle colossali fatte da Giuliano Amato nei primi anni 90).

*Tra l’altro, tutti i settori di competenza degli enti locali sono in deficit, compresa naturalmente la sanità e questo porta a dover fare qualche riflessione in chiave federalista…

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4 comments

  1. Hai ragione l'opposizione osteggia una liberalizzazione che fino a ieri sosteneva, mentre la maggioranza invece di difendere le proprie ragioni nasconde la testa sotto la sabbia.Riguardo il merito del referendum sull'acqua, in generale sono favorevole alle liberalizzazioni, purchè fatte come si deve.Il fatto che la sinistra al tempo fosse favorevole (oggi ha cambiato idea solo per convenienza), mi fa pensare che sia il caso di votare SI a questo referendum!

  2. Concordo sulla prima parte del tuo scritto.Con l'avvicinarsi del referendum e' un continuo di discorsi futili e vuoti sul perche' votare e su cosa votare. Dubito che la maggior parte della gente si sia chiesta almeno una volta se seguire la corrente dei 4 si,sia una scelta giusta. Neanche ci si pone il dubbio purtroppo, si segue la massa dei "giusti", e si spera di aver scelto bene. Su questo concordo in pieno..ma ribadisco che la colpa non e' solo del governo, ma del popolo che si lascia trattare da idiota incosapevole (?).Pero' il fatto di dover privatizzare l'acqua per alleviare le casse dello stato proprio non mi va' giu'..perche' tanto non risolverebbe il problema. Le casse del nostro governo saranno sempre vuote, oggi e' l'acqua..e domani a cosa ci chiederanno di rinunciare?il problema economico va' risolto alla radice, dobbiamo tornare alla moneta sovrana, soltanto questo ci impedira' di non finire nel baratro.non si puo' dire, dobbiamo privatizzare perche' tanto lo stato non avra' mai i soldi per investire, o perche' con la nuova manovra finanziaria ci saranno altri tagli…no bisogna dire che la Germania (o meglio l'Europa) ci sta' strozzando, che un pareggio di bilancio e' pura utopia, e questo chi di dovere lo sa' gia'. i calcoli sono gia' stati fatti, e la privatizzazione dell'acqua altro non e' che un'ulteriore bottino da dividersi…non possiamo dargliela vinta, dobbiamo iniziare a guardare le loro "mosse" da una prospettiva piu' ampia, e cercare di risolvere i problemi alla radice..bisogna svegliarsi una volta per tutte prima che sia troppo tardi.ciao safra 🙂

  3. @ marmando, qualora tu votassi SI abrogheresti le norme che rendono possibile la privatizzazione della gestione delle risorse idriche.@ safra, il discorso è generale. Nel senso che lo stato costa troppo semplicemente perchè si occupa di troppe cose. E questo in una situazione di mancata crescita economica rende la situazione insostenibile. Come sai sono euroscettico, ma se la nostra permanenza in Europa dovesse portare al pareggio di bilancio ed una sensibile diminuzione del debito pubblico non sarei affatto dispiaciuto. Mi disturba solo il fatto che simili politiche vengano fatte a seguito del pungolo europeo (tedesco) e non in maniera autonoma.

  4. "se la nostra permanenza in Europa dovesse portare al pareggio di bilancio ed una sensibile diminuzione del debito pubblico non sarei affatto dispiaciuto"Questo non succedera' mai…e' bene capirlo. L'Italia non ha piu' soldi propri, quindi per qualsiasi cosa lo Stato deve prendere in prestito l'euro, proprio come me e te,chiediamo in prestito i soldi alla banca…quindi e' ingenuo credere che ci sara' mai un pareggio di bilancio..prendiamo la Grecia "salvata"…ma da cosa? per aiutarli nel bilancio gli hanno scavato la fossa…e' un circolo vizioso e non se ne uscira' mai. prima dell'euro l'Italia aveva un "debito" fasullo…dobbiamo capire questo prima di porci i problemi sulla mancata crescita economica. lo Stato anche prima si occupava di tante cose ma non avendo problemi di liquidita' non ci si poneva il problema..ora invece bisogna privatizzare per riuscire a sopravvivere..e qui noi dobbiamo dire no, io non voglio sopravvivere io voglio vivere bene..l'italia deve sollevarsi se vuole ancora un paese libero…dici bene tu…ti disturba che sia la Germania a comandare..bene e' cosi' e cosi' sara' sempre se non usciamo da questa "prigione" sempre che ci sia ancora il tempo.ciaooo

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