SETTE ORCHIDEE MACCHIATE DI ROSSO.

Film del 1972, regia di Umberto Lenzi, con Antonio Sabato, Uschi Glas, Rossella Falk, Pierpaolo Capponi, Marisa Mell, Gabriella Giorgelli, Marina Malfatti. Si tratta di un thriller ben congegnato e piuttosto violento. Particolarmente piacevole la fotografia, efferati gli scannamenti. La musica è di Riz Ortolani (ipnotica, un po’ ripetitiva).

C’è un pazzo in città che si diverte ad ammazzare le donne lasciando una mezzaluna d’argento sul luogo del delitto.

La prima a morire è una prostituta meridionale, chiamata nel giro “La Toscana” (interpretata da Gabriella Giorgelli). Il bruto attira prima la donna in un luogo appartato e quando questa è già nuda la massacra a bastonate salvo poi lasciare la già citata mezzaluna. La polizia giunge il giorno dopo sul luogo dell’uccisione dando il via alle indagini.

La seconda ad essere giustiziata è una hippie, interpetata da Marina Malfatti. Questa volta l’assassino agirà nella casa della vittima, prima avvelenandone i gatti, poi preannunciando in un quadro sul cavalletto la fine che avrebbe fatto fare alla povera sventurata (sangue agli occhi, sintomo di uno strangolamento)…

La terza vittima, nelle intenzioni del killer, doveva essere la moglie di Sabato qui interpretata da Uschi Glas. I due si sposano e sul treno, in viaggio di nozze, c’è un tentativo di scannamento questa volta con l’utilizzo di un fendente. C’è da sottolineare infatti una certa varietà da parte dell’assassino nell’usare armi e tecniche diverse per uccidere, cosa che renderà le indagini particolarmente complicate. La sventurata riuscirà a salvarsi, anche grazie ad un controllore che sentendo dei rumori entrerà nella cabina della donna soccorendola e mettendo in fuga il maniaco.

Alla stampa viene data notizia comunque della morte della Glas, onde poter avere un vantaggio nelle indagini e soprattutto salvaguardare la vita della donna. A questo punto iniziano le indagini private della coppia Sabato&Glas.

Quest’ultima, che poco tempo prima gestiva un albergo, si rammenta come tutte le donne uccise fino a quel momento avessero appunto a che fare con un soggiorno avvenuto il 29 settembre dell’anno prima, nel suo hotel. Compiendo delle ricerche si nota infatti la pagina del registro dell’albergo (dove vengono annotati i clienti di quel giorno) strappata. Da qui si capisce come le donne presenti in quella pagina fossero in pericolo evidente di vita.

Esiste quindi una ragione che le collega tutte, perlomeno nella mente dell’assassino.

Inutile qui svelare interamente la trama. Il film è un thriller ben diretto, sufficientemente articolato. Belle donne che vengono brutalmente assassinate. Antonio Sabato un pò troppo marmoreo. L’avrei visto meglio nella parte del commissario interpretata dal ben più bravo Pierpaolo Capponi (in pratica avrei scambiato le parti). Uschi Glas bravina. La Giorgelli, bellissima, muore all’inizio del film, prestissimo. Marina Malfatti poco dopo. Marisa Mell fa una fine bruttissima (anche se qui interpreterà un doppio ruolo).

Anche in questo film è presente l’elemento droga e la tematica dell’omosessualità (uno dei contatti che porteranno a scovare l’assassino è contemporaneamente drogato ed omosessuale).

Insomma una vicenda bella tosta che a mio avviso si gusta meglio ad una seconda visione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...