Mese: maggio 2011

La notte della Repubblica: Aldo Moro.

La notte della Repubblica, trasmissione televisiva in 20 puntate condotta da Sergio Zavoli, proponeva un approfondimento giornalistico sugli anni di piombo.
La prima puntata venne tramessa il 12 dicembre 1989 nell’anniversario della strage di Piazza Fontana.
Ogni puntata conteneva un filmato in bianco e nero descrittivo di pregevole fattura (con ottime musiche minimaliste di Gianni Marchetti e un montaggio di riprese e interviste d’epoca), le interviste in studio ai protagonisti (complessivamente 150 persone) e la discussione finale.
Le puntate più significative furono proprio quella dedicata alla strage di Piazza Fontana e le tre sul delitto Moro.
Buona parte del materiale trasmesso fu trascritto nel libro di Sergio Zavoli, La notte della Repubblica, Roma-Milano, Nuova Eri-Mondadori, 1992. ISBN 8804339098, poi Milano, Mondadori, 1995, ISBN 8804401907 ISBN 9788804401902.

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Il crepuscolo della prima Repubblica.

Nelle politiche del 1992 si presentarono per l’ultima volta i partiti del cosiddetto “arco costituzionale” (più il Msi). Con questa espressione si intendeva il quadro politico emerso dopo la seconda guerra mondiale e la scelta della Repubblica. Poco dopo le elezioni del 1992 sarebbe scoppiato lo scandalo di “Tangentopoli”, ovvero “l’ufficializzazione” di un latrocinio che coivolgeva tutta o quasi la politica italiana. Il pentapartito sparì a seguito delle inchieste giudiziarie, così come buona parte dei leaders di allora. Altri si salvarono, più o meno miracolosamente, dalle indagini e dall’infamia. Altri ancora ebbero modo di riciclarsi, proseguendo in tal modo una propria parabola politica. Riproponiamo 10 figure chiave di quel periodo. Un vero e proprio passaggio di testimone dal vecchio al “nuovo”.

Golpe Borghese 1970.

Con golpe Borghese (citato anche come golpe dei forestali o golpe dell’Immacolata) si indica un colpo di Stato tentato in Italia durante la notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 (chiamata anche notte di Tora Tora, in ricordo dell’attacco giapponese a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941) e organizzato da Junio Valerio Borghese, sotto la sigla Fronte Nazionale, in stretto rapporto con Avanguardia Nazionale.

Borghese, noto anche con il soprannome di principe nero, era in precedenza conosciuto per essere stato il comandante della Xª Flottiglia MAS fin dal 1º maggio 1943 e dopo l’8 settembre 1943 con il proprio reparto aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana. Il golpe fu annullato dallo stesso Borghese mentre era in corso di esecuzione, per motivi mai chiariti.

IL ROGO DI PRIMAVALLE.

Con l’espressione rogo di Primavalle si indica un atto delittuoso di natura politica compiuto da militanti di Potere Operaio nel quartiere di Primavalle, a Roma, nel 1973, in seguito al quale persero la vita due giovani di 8 e 22 anni, figli di Mario Mattei, segretario della sezione di Primavalle del Movimento Sociale Italiano.

SETTE ORCHIDEE MACCHIATE DI ROSSO.

Film del 1972, regia di Umberto Lenzi, con Antonio Sabato, Uschi Glas, Rossella Falk, Pierpaolo Capponi, Marisa Mell, Gabriella Giorgelli, Marina Malfatti. Si tratta di un thriller ben congegnato e piuttosto violento. Particolarmente piacevole la fotografia, efferati gli scannamenti. La musica è di Riz Ortolani (ipnotica, un po’ ripetitiva).

C’è un pazzo in città che si diverte ad ammazzare le donne lasciando una mezzaluna d’argento sul luogo del delitto.

La prima a morire è una prostituta meridionale, chiamata nel giro “La Toscana” (interpretata da Gabriella Giorgelli). Il bruto attira prima la donna in un luogo appartato e quando questa è già nuda la massacra a bastonate salvo poi lasciare la già citata mezzaluna. La polizia giunge il giorno dopo sul luogo dell’uccisione dando il via alle indagini.

La seconda ad essere giustiziata è una hippie, interpetata da Marina Malfatti. Questa volta l’assassino agirà nella casa della vittima, prima avvelenandone i gatti, poi preannunciando in un quadro sul cavalletto la fine che avrebbe fatto fare alla povera sventurata (sangue agli occhi, sintomo di uno strangolamento)…

La terza vittima, nelle intenzioni del killer, doveva essere la moglie di Sabato qui interpretata da Uschi Glas. I due si sposano e sul treno, in viaggio di nozze, c’è un tentativo di scannamento questa volta con l’utilizzo di un fendente. C’è da sottolineare infatti una certa varietà da parte dell’assassino nell’usare armi e tecniche diverse per uccidere, cosa che renderà le indagini particolarmente complicate. La sventurata riuscirà a salvarsi, anche grazie ad un controllore che sentendo dei rumori entrerà nella cabina della donna soccorendola e mettendo in fuga il maniaco.

Alla stampa viene data notizia comunque della morte della Glas, onde poter avere un vantaggio nelle indagini e soprattutto salvaguardare la vita della donna. A questo punto iniziano le indagini private della coppia Sabato&Glas.

Quest’ultima, che poco tempo prima gestiva un albergo, si rammenta come tutte le donne uccise fino a quel momento avessero appunto a che fare con un soggiorno avvenuto il 29 settembre dell’anno prima, nel suo hotel. Compiendo delle ricerche si nota infatti la pagina del registro dell’albergo (dove vengono annotati i clienti di quel giorno) strappata. Da qui si capisce come le donne presenti in quella pagina fossero in pericolo evidente di vita.

Esiste quindi una ragione che le collega tutte, perlomeno nella mente dell’assassino.

Inutile qui svelare interamente la trama. Il film è un thriller ben diretto, sufficientemente articolato. Belle donne che vengono brutalmente assassinate. Antonio Sabato un pò troppo marmoreo. L’avrei visto meglio nella parte del commissario interpretata dal ben più bravo Pierpaolo Capponi (in pratica avrei scambiato le parti). Uschi Glas bravina. La Giorgelli, bellissima, muore all’inizio del film, prestissimo. Marina Malfatti poco dopo. Marisa Mell fa una fine bruttissima (anche se qui interpreterà un doppio ruolo).

Anche in questo film è presente l’elemento droga e la tematica dell’omosessualità (uno dei contatti che porteranno a scovare l’assassino è contemporaneamente drogato ed omosessuale).

Insomma una vicenda bella tosta che a mio avviso si gusta meglio ad una seconda visione.