Uomini si nasce, poliziotti si muore.

Poliziesco firmato Ruggero Deodato, anno 1976, con Ray Lovelock, Marc Porel, Adolfo Celi, Renato Salvatori, Silvia Dionisio.

Si tratta dell’unico poliziottesco girato da “monsieur cannibal”, già con tutte le caratteristiche che contraddistinguono questo regista. E’ di sicuro uno dei polizieschi italiani più violenti di sempre e la cosa è notevole visto il grado di efferatezze solitamente rappresentate in questo genere di pellicole.

Alcune considerazioni. Prima di tutto la coppia di poliziotti (alla Starsky&Hutch) è particolarmente azzeccata. La sceneggiatura, firmata Fernando Di Leo, venne portata in pellicola da Deodato con soddisfazione dello stesso Di Leo. I due sbirri appartengono ad una sezione speciale (segreta) della polizia, dedita a combattere il crimine con gli stessi metodi dei delinquenti. Soventi le eliminazioni più o meno a sangue freddo da parte dei due “tutori” della legge. Ed in effetti non si vedono molti arresti nel film…

Quando c’è da fare il lavoro sporco Antonio&Alfredo sono sempre disponibili. In più si tratta di impenitenti latin-lovers (anche se a quanto pare, nella sceneggiatura, si faceva riferimento ad un “affetto” reciproco tra i due). Adolfo Celi è il capo della sezione speciale, in pratica il superiore dei due sbirri. Silvia Dionisio è la segretaria, sempre predisposta a nuove avventure, molto “esigente” in fatto di uomini. Renato Salvatori è il cattivone di turno (particolarmente convincente). Tutto il film si muove attorno a queste figure di riferimento. Compare addirittura Alvaro Vitali, in una piccola parte.

I motivi conduttori di UOMINI SI NASCE POLIZIOTTI SI MUORE sono quindi: la grande violenza, il tema della droga (più volte presente nel film ed elemento scatenante di alcune scene chiave), il sesso (secondo modalità non banali ed anzi piuttosto “torbide” ma più che verosimili), un pizzico di cinica ironia che “condisce” bene soprattutto i personaggi dei poliziotti. C’è da dire che gli sbirri appaiono sullo stesso piano dei criminali e per certi versi addirittura più spietati.

Come spesso accade per i film di Deodato, si è riproposto il problema della censura. In UOMINI SI NASCE ad un certo punto viene catturato un tossico, sospettato di aver “spifferato” alla polizia. Dopo un breve interrogatorio da parte di Salvatori e della sua banda si decide di lasciargli un ricordo indelebile, ovvero cavargli un occhio (che poi verrà schiacciato dalla scarpa del boss). Il film già vietato ai minori di 18 anni (manco fosse un porno) verrà dunque scorciato – in fase di censura – della scena in questione. Anche il DVD Nocturno è privo della “celebre” cavata.

Sorprendente Salvatori nella parte del boss. Davvero cattivo e convincente. Non aspettatevelo come in POVERI MA BELLI, dato che qui appare invecchiato, capelli sale & pepe. Adolfo Celi fa una recitazione di maniera, nulla di speciale. Silvia Dionisio non si spoglia, ammicca soltanto. La coppia Lovelock&Porel (biondo e bruno) è molto efficace. Due sporche carogne. Mi piace particolarmente il francese, sempre in bilico tra bravo ragazzo e spietato bastardo (ma le due caratteristiche, come si sa, possono coincidere). Lovelock si integra bene con tutto il cast. Incredibile quanti poliziotteschi abbia girato questo attore. Può esser considerato a tutti gli effetti un’icona del genere nonostante una sua evidente ritrosia a ricordare il passato cinematografico. Tra l’altro era anche un buon cantante tanto è vero che alcuni suoi brani in lingua inglese vennero utilizzati per il film.

Ovviamente UOMINI SI NASCE non è scevro di difetti ma sarà lo spettatore a fare le sue valutazioni guardandolo.

Di sicuro consigliatissimo per gli appassionati del genere.

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