Blu Notte – Milano Calibro9

La ligèra (o leggera, e anche lingera) è la definizione gergale della microcriminalità presente a Milano fino alla prima metà del XX secolo.
Principalmente composta da ladri, truffatori, rapinatori, piccoli estorsori e papponi (sfruttatori della prostituzione) e marginali in genere, ha poco a che fare con le grandi potenze del crimine organizzato italiano, anche se si può dire che dalle sue file sono usciti criminali del calibro di Francis Turatello, Renato Vallanzasca, Luciano Lutring, Ugo Ciappina, Luciano De Maria, Arnaldo Gesmundo, Enrico Cesaroni, Bruno Brancher, Carlo Bollina detto il Paesanino, Luigi Rossetti detto Gino lo zoppo, Sandro Bezzi e il boss dell’Isola Garibaldi Ezio Barbieri.
La ligera è idealmente legata ad un mondo per cosi dire romantico, ed è spesso citata nelle canzoni popolari milanesi, le cui piu famose sono Porta Romana bella e Ma mì.
Alcuni appartenenti alla “ligera” erano detti anche “locch” dallo spagnolo “loco” ossia pazzo, in dialetto milanese inteso come “teppista”, la versione meneghina del guappo napoletano. Lo scrittore milanese Cletto Arrighi alias di Carlo Righetti, famoso per aver redatto il vocabolario milanese/italiano per la casa editrice Hoepli, dedicò alcune sue pagine alla figura del “locch” nel romanzo sociale “La canaglia felice”(1885), e nell’opera collettiva “Il ventre di Milano. Fisiologia della capitale morale” (1888).
Lo scrittore comasco ma milanese di adozione, Paolo Valera dedicò tutto il proprio talento nel descrivere la vita dei bassifondi milanesi e, di conseguenza, della “ligera”; un’opera fra tutte “Gli scamiciati”.

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