Cari compagni, l’Italia va difesa non basta vergognarsi.

In questo ultimo periodo si moltiplicano le testimonianze di un atteggiamento derisorio degli stranieri nei nostri confronti. Non parliamo di stampa o media (per il momento) bensì di un ambito strettamente interpersonale. Quando ci si reca all’estero si verrebbe presi in giro per il solo fatto di essere italiani.
E’ probabile che in tali dichiarazioni (corrispondenti o meno alla realtà dei fatti) ci sia un che di strumentale. Si tratta della solita litania: ci-prendono-in-giro-per-colpa-di-Berlusconi.

La questione è un pò più complessa. Si mischiano, infatti, vecchie antipatie tra Paesi risalenti addirittura alle due guerre mondiali, affari geopolitici, interessi di tipo economico. E naturalmente hanno la loro importanza alcuni atteggiamenti sconvenienti del nostro capo di governo. Questi ultimi, in realtà, non sembrano essere la vera causa di una campagna stampa contro l’Italia. Sono, a mio parere, semplicemente la scusa, il paravento politicamente accettabile, per attaccare il nostro Paese e gli italiani. Detto in altri termini, ritengo che le prime tre ragioni siano quelle realmente determinanti.

Se andassimo a recuperare la famosa copertina (1977) del settimanale tedesco Spiegel (quella con la p 38 sopra un piatto di spaghetti) poi bissata anche nel 1992 capiremmo come il fenomeno non sia nuovo. Erano gli anni del terrorismo (e dell’offensiva mafiosa) e per quel settimanale eravamo sempre i soliti pastasciuttari per di più pericolosi(i tedeschi invece, come si sa, sono pacifici ed innocui…). Naturalmente, la rivista Times nel 1931 elesse uomo dell’anno Benito Mussolini…

Risparmio ai lettori tutte le terminologie fortemente dispregiative utilizzate nei nostri confronti negli anni delle grandi migrazioni italiane in Europa e nel nord America (argomento molto caro alla sinistra, questo).
E’ chiaro, quindi, come sia necessario fare un pò di ordine sulle cause di tale “antipatia”.

Gli italiani sono notoriamente molto suscettibili per ciò che riguarda la propria “credibilità” internazionale. Come quasi tutti i popoli della terra, d’altronde. Con una piccola differenza: noi abbiamo la tendenza ad autoflaggellarci, ad aver bisogno dell’approvazione esterna sulla correttezza del nostro operato. Abbiamo bisogno della carezzina sulla testa, senza sospettare che essa arriverà solo nel caso in cui il nostro operato sia gradito al padrone che ce la concede. Non solo non ci viene il dubbio che dall’estero possano esprimere un giudizio condizionato o fuorviante ma anzi andiamo a cercare il colpevole, in casa nostra, per buttarlo a mare. Per la famosa “carezzina” saremmo capaci di fare qualunque cosa. Se in altri Paesi (anche pieni di problemi) si reagisce compattamente contro critiche che vengono interpretate come ingiuste o addirittura lesive della sovranità nazionale da noi – queste stesse critiche – vengono recepite come ragioni per dividerci ed accusarci. Questa è una caratteristica tipicamente italiana, difficilmente riscontrabile altrove. Ovviamente tutto ciò è ben conosciuto e sfruttato.

Mi colpisce ed addolora che, dopo tanti anni, non si sia ancora capito il gioco e ci si continui a dividere sulla base di ciò che scrivono all’estero. Ed è ancora più grave che si utilizzi la stampa internazionale nella competizione elettorale.

E’ stato uno spettacolo inverecondo quello posto in essere da due giornali, El Pais e Repubblica: il primo capace di attaccare l’Italia un giorno sì e l’altro pure (nonostante la Spagna si stesse avviando verso il default finanziario poi fortunosamente scampato), il secondo pronto ad essere un semplice importatore di articoli pieni di livore scritti a Madrid.
Mentre El Pais si occupava dell’Italia l’economia spagnola boccheggiava ed il Paese iberico era tra i candidati al fallimento assieme a Grecia e Portogallo. Ovviamente Repubblica, fino a poche settimane prima, inneggiava al “miracolo spagnolo”, alla Spagna zapateriana che superava l’Italietta, alle frotte di giovani che stanchi del nepotismo(vero) italiano si rifugiavano nel fasullo eldorado spagnolo. Quante cazzate, si potrebbe dire…

In realtà, mi piacerebbe avere dei connazionali più fieri del proprio Paese. A prescindere da chi ci governa. Infatti la consapevolezza di ciò che si è, del proprio posto nella storia, trascende ampiamente il contingente ovvero il fatto che al momento ci sia al potere qualcuno che non ci piace. Questo pur semplice concetto, che guida i più grandi Paesi del mondo (quelli di fronte ai quali alcuni nostri connazionali provano “vergogna”) sembra essere ancora non condiviso nella nostra limitata realtà.

Eppure è strano sentir assimilare, da chi vanta una certa cultura, l’Italia a realtà ignominiose. Ho troppo rispetto per il professor Eco per pensare che fosse ubriaco o peggio non conoscesse la storia quando ha dichiarato che Berlusconi-è-come-Hitler, riducendosi a scopiazzare un analogo “concetto” espresso a suo tempo da Di Pietro. Dire che Berlusconi è Hitler significa affermare che l’Italia è la Germania nazista. Se si pensa che questa “analogia” è stata espressa in Israele si capisce bene l’immensa bestemmia uscita dalla bocca di Eco. Evidentemente l’odio politico e la passione, nel senso deteriore del termine, possono travolgere in un baleno tutti gli “anticorpi” razionali di una grande mente.

Ha fatto bene Eco a dire una cosa del genere all’estero? Io credo di no…
Non ha fatto bene nè a se stesso nè tantomeno all’Italia. Così come fanno male tutti i coloro i quali sono pronti a dare ragione a chiunque infanghi l’Italia, soltanto perchè al governo c’è uno che non ci piace.

Infine, vorrei esprimere il mio scetticismo verso le testimonianze in base alle quali si sarebbe oggetto di scherno quando ci si reca all’estero. Nel mio piccolo, qualche contatto lo coltivo. In America, in Germania, in Francia, in Inghilterra, perfino in Giappone. Posso dire di non aver mai avuto problemi con nessuno, anzi di essere sempre stato oggetto di piacevole considerazione e curiosità in quanto italiano. Nessuno mi ha mai colpevolizzato per il fatto di provenire dal “Paese di Berlusconi”. Sono emerse altre considerazioni. In realtà mi pare di poter dire che chi prende in giro un altro per via della propria provenienza non merita grande considerazione. Si tratta di individui che non fanno testo, verso i quali non bisognerebbe spendere 5 minuti della propria vita. Chi vi prende in giro perchè siete italiani è semplicemente un idiota. E non basta a nobilitarlo il fatto che sia un “idiota internazionale”.
Insomma, il consiglio è: cambiate frequentazioni!

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4 comments

  1. Penso sia necessario essere un pò più orgogliosi di noi stessi. Abbiamo tante eccellenze riconosciute all'estero. Basti pensare al turismo, alla moda e all'enogastronomia.

  2. Personalmente solo in Germania e Svizzera ho avuto di questi problemi..condivido il tuo post, e aggiungo che se ogni cittadino italiano tra una lamentela e l'altra iniziasse a prendersi anche le sue responsabilita', forse potremmo ricominciare ad avere qualcosa di cui andare fieri.. un paese e' grande quanto lo sono i suoi cittadini..e basta un rapido sguardo alla nostra storia per vedere quanto in basso siamo caduti! L'Italia la stiamo rovinando noi, con la nostra apatia ed il nostro egoismo…e siamo cosi' pigri per pensare,che ormai anche l'accusa ci parte in automatico…e' colpa solo e sempre di Berlusconi…mi domando se si autoelegge ogni volta…ciao safra

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