Trilogia Fallaci.

Tra gli ultimi libri che ho avuto il piacere di leggere vorrei segnalare Intervista con la storia, Intervista con il Potere, Niente e così sia, tutti e tre di Oriana Fallaci. Ho colto l’occasione perchè ritengo questo esempio di giornalista e scrittrice particolarmente calzante nel dibattito ultimo sul “ruolo delle donne”.
La Fallaci è stata prima di tutto una Donna senza compromessi. Una che ha costruito la propria vita sul merito, rischiando molto spesso in primissima persona. E’ stata una Donna che ha lavorato, amato, scritto, vissuto in pieno la sua vita fin dalla più tenera infanzia quando faceva la staffetta partigiana (altro che fascista). Certo non è mai stata marxista-leninista, e questa in Italia non è di certo considerata ragione di merito, ma di sicuro ha rappresentato un eccelso esempio di Donna antifascista, femminista. Femminista per davvero, non a parole. Indubbiamente detestata da quella parte becera, truculenta, della sinistra nostrana per la sua coerenza. Una coerenza che non ha trovato argine nel politicamente corretto. Già in tempi risalenti. Basta ricordarla in una delle sue interviste a Khomeini quando, davanti a lui (in Iran non a Parigi), ebbe l’ardire di levarsi dal capo il chador e buttarglielo quasi in faccia. Sarebbe davvero curioso confrontare il femminismo autentico della Fallaci con quello farlocco di tante altre attuali “suffragette” che magicamente perdono la baldanza quando c’è da opinare qualche cosa contro alcune ben note abitudini integraliste… Distinguiamo: gli integralismi nostrani sono oggetto di secche, progressiste reprimente. Certi integralismi stranieri, diciamo “esotici”, sono invece meritevoli della massima comprensione se non del massimo silenzio. Se è vero che per alcuni uomini si è perduto lo stampino un discorso analogo può esser fatto anche nel campo femminile.

Mi sorprendo, relativamente conoscendo il mio Paese, che in tutta questa discussione la Fallaci non sia mai stata citata. Probabilmente è vera quella battuta di Severgnini: la memoria (storica) degli italiani è simile a quella di un pesce rosso. La Fallaci ha intervistato i più grandi personaggi del suo tempo. Ha seguito le guerre più tragiche, sanguinose, ammesso che ci siano guerre poco tragiche e poco sanguinose. Era di sicuro la giornalista più importante degli anni 70. In realtà è stata grande fino agli ultimi giorni della sua vita. A mio parere fa parte di diritto dell’empireo dei grandi del nostro giornalismo (Montanelli, Biagi, Fallaci e forse Zavoli) con la differenza che, rispetto agli altri, aveva una dimensione davvero internazionale. Sì, la Fallaci aveva questo in più: era conosciuta e stimata in tutto il mondo. I leaders politici più importanti (ed anche quelli di secondo piano) quasi correvano a farsi intervistare da lei e spesso studiavano le risposte rilasciate dai “rivali”…  Era una sorta di onore per loro farsi massacrare: nelle sue interviste non c’era mai quell’ atteggiamento supplice che spesso siamo abituati a vedere negli attuali “giornalisti”. Aveva una dignità anglosassone del proprio ruolo. Ed inoltre, pur avendo profonde convinzioni personali che non tralasciava mai di esporre ai propri lettori, alimentava il merito dell’onestà intellettuale. Nel senso che era pronta a ricredersi qualora i fatti avessero smentito le sue tesi.

Chi avrà letto i libri sopra suggeriti saprà benissimo chi furono i personaggi intervistati: moltissimi leaders del medio oriente (Arafat, G.Habash, Hussein di Giordania, Khomeini, Reza Pahlavi), leaders vietnamiti, cinesi, americani (Bob Kennedy, Martin Luter King, William Colby), italiani (Andreotti, Nenni, Berlinguer). Insomma, c’è di tutto. Ma sapeva anche essere una scrittrice sopraffina. Nessuno spazio a terminologie astruse per far vedere quanto avesse studiato o letto, ma grande capacità di giungere al nocciolo delle questioni senza far mancare mai il suo punto di vista femminile. Sotto tale aspetto era assai simile a Montanelli (a parte la sensibilità femminile, ovviamente…). Non a caso entrambi vendevano moltissimi libri ed entrambi erano toscani.

Cronologicamente parlando il primo libro di questa “trilogia” è Niente e così sia. Si tratta della testimonianza della Fallaci sul momento chiave della guerra in Vietnam, ovvero il bienno 1967/68 ma contiene anche ciò che ella vide durante la repressione del governo messicano in coincidenza delle proteste studentesche contro l’Olimpiade di Città del Messico. Durante quella drammatica esperienza la Fallaci venne ferita.
Il libro è molto interessante perchè non offre una visione unidirezionale delle vicende narrate. D’altronde la giornalista ebbe la possibilità di intervistare esponenti di entrambe le parti in conflitto. E fu sempre (o quasi) nel fulcro dell’azione.

Il successivo è Intervista con la storia e contiene una lunga serie di interviste con i personaggi più in vista degli anni 60/70 seguendo sempre un filo logico come il lettore potrà ben capire leggendo il libro(abbastanza corposo, oltre 870 pagine). Lo stile è quello tipico della Fallci, domande incalzanti e nessuno scampo per gli intervistati. C’è da dire che alcuni di questi sembrano essere degli ottimi attori.

Infine abbiamo Intervista con il Potere, testo da interdersi un pò come la continuazione del precedente. Il libro contiene due eccezionali interviste a Gheddafi e Khomenini (ma anche a Bob Kennedy, Dalai Lama, Enrico Berlinguer, Sandro Pertini, Deng Xiao Ping e altri).

Insomma: a chi non li avesse letti suggerisco di rimediare.
Ed in ogni caso spero di aver dato un punto di vista personale, senza per forza aver rilasciato la solita “recensione”.

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11 comments

  1. concordo su ogni riga, anzi su ogni parola che hai scritto: la Fallaci era prima di tutto una grande donna, oltre che un'ottima scrittrice. Un modello per me e per fortuna tantissime altre donne

  2. …traigosangredelatardeheridaenlamano yunavelademicorazón parainvitarteydarteestealmaque vieneparacompartircontigotubelloblogconunramilletedeoroyclavelesdentro…desde mis HORAS ROTASY AULA DE PAZ COMPARTIENDO ILUSION NAZIONALPOLARECON saludos de la luna alreflejarse en el mar de lapoesía… ESPERO SEAN DE VUESTRO AGRADO EL POST POETIZADO DE ALBATROS GLADIATOR, ACEBO CUMBRES BORRASCOSAS, ENEMIGO A LAS PUERTAS, CACHORRO, FANTASMA DE LA OPERA, BLADE RUUNER Y CHOCOLATE.JoséRamón…

  3. Ramon è anche qui? e' sicuramente un grande poeta ma secondo me ha il tasto "Enter" della tastiera bloccato.Su Oriana Fallaci, l'unica cosa che si può dire che a forza di non trovare memoria in Italia se ne è andata (all'estero intendo) per non essere dimenticata del tutto (in morte intendo). Che piaccia o no, aveva almeno delle convinzioni.

  4. Condivido la risposta di Adriano…forse all'inizio la Fallaci era una gran donna…ma alla fine anche lei e' caduta preda della miopia generale che impedisce di vedere al di la' delle proprie convinzioni..mi spiace ma non riesco ad apprezzare scrittori che usano i propri libri per divulgare falsi miti..ed e' un peccato perche' alcuni suoi scritti sarebbero stati anche interessanti…questa ovviamente e' la mia opinione 🙂

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