Sulla mancanza in Italia di un sano euroscetticismo.

Quanto costa essere “euroscettici” in Italia? All’inizio parecchio. Si veniva guardati con un occhio di compassione, di commiserazione. Il tuo interlocutore ti osservava un pò come un extraterrestre, o uno strano esemplare umano proveniente per chissà quali ragioni direttamente dall’ottocento. Erano i tempi dell’ubriacatura da euro, i media avevano appena coniato il curioso neologismo eurolandia, manco si trattasse di un parco giochi. Erano gli anni dell’Ulivo mondiale, dei Clinton, dei Blair, degli Schroeder, dei Jospin. Ma soprattutto dei primi due. Stiamo insomma parlando di quel periodo storico nel quale si posero le basi dell’attuale globalizzazione. Non a caso, allora, tutti o quasi parlavano bene dei mercati aperti, e quindi di globalizzazione. Come molti sapranno, oggi, questo termine è quasi una parolaccia. Ha acquisito una connotazione incredibilmente negativa e naturalmente, come spesso accade, le cose che un tempo venivano considerate come panacee di tutti i mali oggi vengono intese come cause di tutti i nostri problemi.

Ebbene sarebbe fin troppo facile osservare come l’euro e alla fin dei conti la stessa Unione europea siano stati costituiti in funzione ed in previsione della globalizzazione. E’ fuor di dubbio che a noi italiani l’Europa sia costata moltissimo, in termini di autonomia politica, economica e monetaria. A noi singoli cittadini, poi, è stato scaricato interamente l’onere di dover adottare una moneta unica che ha dimezzato di fatto il potere d’acquisto di ognuno. Certo, il costo del danaro si è abbassato. L’euro (in realtà la Germania) ha rappresentato un importante ombrello contro i venti speculativi che si sarebbero potuti abbattere sulla moneta di un Paese indebitato come l’Italia (cronicamente, potremmo dire). Ma non si può dimenticare quanto sia importante poter usufruire della leva monetaria nello sviluppo di un’economia. Ce lo sta ricordando una volta di più la Cina: quando l’America col fiato corto rinfaccia la svalutazione dello yuan, i bravi compagni con gli occhi a mandorla rispondono che tireranno diritti fino a quando lo riterranno opportuno.

Detto in altri temini, probabilmente, l’euro non è funzionale a tutti i Paesi dell’Unione ma solo alla Germania, che ha sostituito il marco con la nuova moneta (senza perderci granchè in quanto entrambe monete forti) ma in cambio ha ottenuto il comando di un’ Europa sempre meno significante sullo scenario internazionale e sempre più asservita alla politica di espansione tedesca. L’Europa, diciamolo francamente, esiste ed esisterà fin quando sarà funzionale alla Germania. Viviamo in una sorta di pax germanorum. Pensiamo solo al fatto che i tedeschi abbiano nominato come ambasciatore dell’Unione in Cina un loro diplomatico(tutto questo nell’ottica di una politica di rapporti privilegiati col gigante asiatico).  O alla vicenda eurobond. Oppure all’impasse sugli aiuti da dare ai partners in crisi. Ai continui richiami della Germania sugli affari interni(leggi finanze) degli altri Paesi. A nessuno viene qualche dubbio nel dover constatare come l’economia tedesca sia l’unica in Europa ad esser cresciuta significativamente in un 2010 terribile per (quasi) tutti, Stati Uniti compresi?

Ma volgiamo lo sguardo all’Italia.

Che nessun partito politico si sia dichiarato “euroscettico” è parzialmente vero. In realtà se c’è stato qualcuno che in Italia ha avuto da ridire contro la vulgata corrente europeista è stata proprio la Lega, sopratutto nel senso di un eccessivo dirigismo e peso di istituzioni non elette come la commissione europea e la banca centrale.

Per il resto molto è dipeso anche dalla società civile che non è stata mai contro l’Europa. Un pò, forse, ha cominciato ad esserlo a seguito del salasso chiamato “euro” per il quale, grottescamente, abbiamo anche pagato una tassa negli anni 90 (la tassa per l’Europa). In Italia siamo stati così mal governati e c’è una così diffusa sfiducia nelle istituzioni che siamo tornati al vecchio “Francia o Spagna purchè se magna”. Accettiamo supinamente di essere governati dall’Europa(leggi Germania) perchè non riteniamo credibile il nostro sistema.

La Lega non è altro che il portato della società dei magnaccioni, dei De Mita, delle tante Irpinie, delle cattedrali nel deserto, delle casse per il Mezzogiorno, dei ministeri per le partecipazioni statali, della monnezza campana, o degli statuti siciliani.

D’altronde, sentite forse qualcuno parlare del nostro ruolo in Europa e nel mondo? O di cosa dobbiamo fare in Afghanistan? O delle misure per ridurre il debito pubblico? In tutto questo bailamme è soltanto la Lega che cerca di raggiungere un solo risultato, sempre lo stesso, il federalismo. Gli altri ciarlano, litigano, si tendono trabocchetti l’un l’altro.

Il presidente del consiglio in Italia è Sergio Marchionne, l’unico che dal suo punto di vista sta facendo le riforme.

In seconda battuta abbiamo Bossi&Tremonti. Il resto è francamente fuffa.

Comunque siamo alla fine di un ciclo politico e mi pare di poter dire che si stia muovendo qualcosa. La società civile supera di gran lunga la politica e questo fa ben pensare per il futuro.

Infine, volevo specificare come il sottoscritto non sia per nulla contrario al federalismo.

Ritengo che sia sbagliato non inserirlo in un contesto ORGANICO di riforme(vedi presidenzialismo).

L’attuale premier non può oggettivamente fare nulla, nemmeno cacciare un ministro. Ed il parlamento è di una lentezza elefantiaca nel prendere decisioni. In un mondo in cui il potere politico rischia di essere defraudato del proprio ruolo dal potere finanziario questa lentezza non ce la possiamo più permettere.

In effetti fare il federalismo nel contesto attuale può effettivamente essere un rischio.

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One comment

  1. condivido il tuo post..l'entrata in Europa con l'arrivo dell'euro ci ha ridotti alla miseria economica, politica e sociale..ed anche se non condivido le idee leghiste, devo ammettere che e' vero quanto dici, sono sempre stati gli unici contrari all'Europa..gli unici che almeno abbiano detto qualcosa al riguardo…l'Euro ci ha tolto la sovranita', non siamo piu' padroni di nulla..tutto e' deciso a Bruxelles..al governo puo' esserci la destra o la sinistra…ma niente cambiera' perche' le leggi, quelle che ci condizionano la vita ormai non le facciamo piu' noi ne' i nostri governanti…ma la decisione arriva dall'alto..e il Berlusconi di turno non puo' fare altro che abbassare il capo..vedasi ora con la crisi in Libia, dove abbiamo mandato all'aria anni di negoziati e montagne di soldi per accontentare madre Europa….quello che e' successo alla Grecia succedera' anche a noi, non abbiamo scampo…pagheremo noi cittadini per primi la nostra ignoranza.e la pagheremo caro!

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