La polizia accusa, il servizio segreto uccide.

Film del 1975 con Luc Merenda, Mel Ferrer, Tomas Milian, Delia Boccardo. Regia di Sergio Martino.

Si tratta di una pellicola ingiustamente snobbata dai critici del tempo ma poi rivelatasi straordinariamente aderente alla realtà (quella che avremmo potuto conoscere solo dopo, sia pure con grande lacunosità).

Il film inizia con una serie di omicidi eccellenti (alti gradi militari) compiuti dai servizi segreti. Successivamente entra in gioco la Polizia con un’indagine su uno strano caso: l’uccisione di un elettrotecnico nella propria villa fuori città. Il commissario di turno – Luc Merenda – ordina di indagare con attenzione, partendo dal fatto più ovvio: capire come un perito tecnico potesse sostenere un simile tenore di vita.

Tanti i reperti interessanti tra i quali una spazzola sulla quale vengono ritrovati dei lunghi capelli neri, segno evidente che la vittima doveva essere in dolce compagnia. Si esaminano anche delle agende nelle quali si trova il numero di una nota maitresse.

Il commissario va a trovare l’anziana “contessa”, fingendosi un cliente(giusto per farsi aprire la porta).

Rivelata la sua identità comincia l’ispezione, che darà esito positivo dato che l’appartamento si rivelerà essere un vero e proprio casino (nel quale si esercita anche la prostituzione minorile).
Il commissario, però, non dev’essere un grande sostenitore dell’obbligatorietà dell’azione penale dato che propone all’anziana signora un patto: parlare per non finire dentro. Ovviamente i capelli ritrovati nella spazzola del bagno erano di una prostituta conosciuta come la tunisina, gestita appunto dalla anziana maitresse.
Il commissario si fa dare l’indirizzo della tunisina e va a farle visita ma viene anticipato da qualcuno che ha provveduto ad addormentare la povera ragazza ed a trasformare il suo piccolo appartamento in una specie di camera a gas (fornelli della cucina aperti). I poliziotti riescono fortunatamente ad entrare dentro, aprire tutte le finestre e salvare la preziosa testimone. Ritrovano anche delle banconote di grosso taglio nella casa della giovane.

A questo punto entra in gioco il giudice Mannino(Mel Ferrer) che interroga la ragazza, facendole capire che è nei guai fino al collo. Mannino individua nella prostituta l’omicida del perito con il quale era stata poche ore prima. Ovviamente la ragazza nega tutto ma è confusa e sotto-shock. Il commissario non è della stessa idea e cerca di aiutare la donna la quale, alla fine, riesce a fornire una spiegazione convincente: ha visto l’assassino mentre uccideva l’uomo, una spia dei servizi segreti.

Nel giallo già piuttosto intricato, s’inserisce la figura di un povero diavolo, un opportunista che cerca di trarre vantaggio dalla vicenda introducendosi nella casa del morto -posta sotto sequestro- alla ricerca di un certo nastro con la voce delle persone coinvolte. Gli sbirri di guardia però si accorgono del movimento e riescono a coglierlo sul fatto ed arrestarlo. L’uomo viene interrogato personalmente dal commissario e rivela di essere un agente del servizio segreto. Di conseguenza viene chiamato il capitano Sperli(Tomas Milian), uno spione vero, il quale interroga il sedicente 007. Di fatto sbugiardandolo(o almeno dando l’impressione di farlo, non è da escludersi che il poveraccio sia stato solo scaricato come ben dimostreranno le vicende successive).

Fatto sta che il commissario riesce ad ascoltare il nastro, un attimo prima di consegnarlo al giudice Mannino. Ascolta le voci delle persone coinvolte ed alcuni nomi interessanti. Comincia a capire cosa c’è sotto, ovvero un tentantivo di eversione . Ovviamente, negli uffici della procura (o forse in quelli della Polizia), il nastro viene smagnetizzato e quando il giudice Mannino prova ad ascoltarlo è ormai inservibile.

Parte dunque la spietata caccia dei coinvolti da parte dei servizi deviati che provvedono ad eliminare uno alla volta sia l’intruso che aveva tentato di recuperare il nastro, sia la giovane prostituta. Nonostante le molte difficoltà il commissario ed il giudice Mannino riusciranno ad arrivare a capo dell’intricata vicenda scoprendo i responsabili, ma il finale sarà tutt’altro che a lieto fine come si potrà scoprire guardando il film.

La Polizia accusa, il servizio segreto uccide ha un’interessante caratteristica: quella di immergere lo spettatore, per 90 minuti, nel clima cupo della metà degli anni 70.

La versione in DVD disponibile è rimasterizzata, dunque la qualità audio-video è più che accettabile.

Consigliato.

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