Mese: novembre 2010

La polizia chiede aiuto.

Film di Massimo Dallamano del 1974, con Giovanna Ralli, Claudio Cassinelli, Mario Adorf.

In una sera piovigginosa di novembre esco a farmi due passi.
Come mio solito non uso l’ombrello, confido che smetta quando sono fuori. Invece, proprio quando metto il naso al di là dell’uscio, inizia a scendere acqua a catinelle. Ovviamente dico tra me qualcosa di non proprio educato, considerando che avevo avuto l’idea di indossare una giacca nuova (in velluto). Succede sempre così: le giacche di velluto le devo battezzare con un bel temporale. Inizio a muovermi a strappi. Sfrutto i brevi momenti di tregua per avanzare, quando riprende a piovere forte mi riparo dentro un negozio o sotto un balcone. Arrivato in prossimità del centro, noto la serie di edicole che “adornano” la piazza (chissà perchè tutte così vicine, che concorrenza spietata). Il caso vuole che accanto ad una di queste ci sia un negozio di orologi particolarmente accogliente. E dato che ricomincia a piovere forte entro dentro e faccio finta di essere interessato a cronografi e orologi subacquei.
Naturalmente non sono da solo, almeno un paio di uomini e una ragazza che hanno avuto la medesima idea.
Ad un certo punto la mia attenzione viene attirata, oltre che dalla ragazza che però dava l’idea di aspettare qualcuno, da un quartetto di DVD esposti dall’edicolante sul muro adiacente la sua edicola. Tutti bloccati con delle puntine su una bacheca in legno. Si trattava di classici film della commedia sexy all’italiana, tipo Giovannona coscialunga e simili. Poi c’era un quartetto, a 9,99, con un film di Viggo Mortensen (non male), un altro di Brian Yuzna (il suo primo, un horror/fantasy abbastanza rivoltante ma non privo di spunti interessanti), un film con Carol Alt che non ho ancora guardato e, infine, La polizia chiede aiuto.
Oggettivamente, fosse stato per gli altri, non avrei mai acquistato lo “stock”, ma considerando il prezzo conveniente e, soprattutto, la presenza di un poliziottesco del quale avevo già visto alcune immagini su You tube (e poi dicono che danneggia le vendite) mi sono convinto a concludere “l’affare”.
Do le coordinate all’edicolante (che per la verità sembrava un pò sordo, accidioso), pago 10 euro “non ho resto” – mi dice – “non si preoccupi, ha una busta per favore?” – e lui di rimando – “no, non ce l’ho”. Al che la mia faccia deve aver incosciamente domandato all’edicolante che cosa ci facesse lì, dato che non sembrava essere molto collaborativo. Evidentemente si tratta di quella categoria di esercenti che pensano di farti un favore a venderti qualcosa. Non un buon modo per attirare clienti. Comunque, saluto, e mi rimetto in cammino usando la stessa tecnica di prima.

Tornato a casa, apro il pacco, e scelgo La polizia chiede aiuto. Lo infilo nel mio lettore DVD e il film inizia. La qualità è abbastanza buona, i colori sono vivi e l’audio potente. Si tratta della versione inglese, dato che i titoli di testa sono tutti in inglese.
Il film inizia con la musica di Stelvio Cipriani e le immagini hanno ad oggetto la fine di una giornata di scuola, con gli studenti(molte studentesse) che escono dalle aule, felici, salgono sui motorini, ridono, scherzano. Si vedono anche delle suore (ovviamente bellissime) che, alle porte degli istituti, salutano gli scolari…
E’ l’introduzione, come poi lo spettatore capirà, alla storia.

Direi che si va subito sul macabro, dato che la seconda scena si svolge in una soffitta dove la polizia trova una giovane ragazza di 15 anni impiccata ad una trave. C’è il commissario Adorf, in questo film stranamente defilato e non particolarmente brillante, e poi il sostituto procuratore interpretato dalla bella Giovanna Ralli (qui già verso gli “anta” e oltre). Seguono una serie di spiegazioni particolareggiate su come sia avvenuto il delitto, con mimiche e simulazioni latamente inquietanti.

Entra in scena Cassinelli, che sostituisce Adorf nelle indagini. Si ritorna nel luogo del delitto e subito si scopre il classico guardone che, dalla finestra di fronte, si diverte a scattare foto della soffitta. La polizia identifica l’uomo e lo arresta: si scopre che deteneva un album fotografico nel quale si trovano innumerevoli immagini della ragazza (viva) con uno dei suoi amanti e morta, appesa alla trave. Il commissario Cassinelli ha disgusto per i guardoni e cerca di indurre l’uomo a dire quello che sa. Magari crede che sia in qualche modo implicato(come poi si scoprirà in seguito).

Tirando il filo della matassa gli inquirenti riescono a parlare con il ragazzo ritratto nelle foto. Ma non sa fornire spiegazioni, dato che è soltanto uno dei tanti e di sicuro non quello che l’ha uccisa.
Seguono delle scene interessanti, una delle quali ritrae il penoso atto del riconoscimento del cadavere da parte dei genitori(scena che si ripeterà in seguito per un altro omicidio legato al caso).

Le indagini proseguono e Cassinelli si mette sulle tracce del detective privato scelto dai ricchi genitori per stare alle calcagna della loro unica figlia. Cassinelli parla con l’amante dello spione, ricoverata in ospedale per un incidente, ma questa sembra tenere un atteggiamento omertoso. Alla fine lo stesso commissario troverà l’uomo dentro il bagagliaio di un’Alfetta (come spesso succedeva in quegli anni) opportunamente fatto a pezzi. Ed è qui che abbiamo la seconda scena del riconoscimento che riguarderà la moglie del detective: “fatemelo vedere, voglio vedere come l’hanno ridotto” dirà la donna che, una volta visto il suo ex conciato come un tonno a tranci, si lascia andare in un tremendo urlo di orrore (consiglio di concentrarsi sul viso della donna quando si mette le mani sul volto, ricorda il bimbo di Profondo rosso).

Insomma, come avrete inteso, il film è un’interessante commistione di poliziottesco, horror e splatter (non cito le altre scene per non togliervi – nel caso vogliate vedere il film – la sorpresa). Per questo si tratta di una pellicola tutt’altro che perfetta ma comunque molto interessante. Un film capace di ricreare un’atmosfera, tipica di quegli anni. Il mondo è quello della prostituzione minorile (tema quanto mai attuale)

La musica è del maestro Stelvio Cipriani e, come tale, garanzia di qualità.
Il regista è Massimo Dallamano e, a mio avviso, ha fatto qui un ottimo lavoro. La fotografia mi piace particolarmente, i colori sono molto belli (c’è parecchio rosso nel film).

Consigliato.