Razzismi di serie A e serie B.

Nell’ultimo turno di campionato hanno trovato ampio spazio su giornali e tv gli ululati riservati da una parte del pubblico di Cagliari al calciatore camerunense Samuel Eto’o. Ovviamente non è parso vero alla maggior parte dei media nazionali dare addosso al pubblico cagliaritano e denunciare l’ennesimo episodio di razzismo. Anche perchè c’era di mezzo una grande squadra come l’Inter ed un giocatore importante come Eto’o.
Il fatto che quei versi fossero diretti proprio a lui e non ad esempio a Biabiany (altro giocatore di colore dell’Inter) o in solido ad entrambi non ha portato ad alcuna considerazione particolare.
Non si è sentita nemmeno quella più banale ovvero che i cagliaritani non sono razzisti nè hanno manifestato sentimenti di questo tipo nei confronti di atleti di colore. Anzi, alcuni dei giocatori più amati dal pubblico sardo sono stati David Suazo e Luis Oliveira. Tra l’altro sposati con due ragazze del posto segno ulteriore che a quelle latitudini non si è particolarmente razzisti.
La simpatia per i colored a Cagliari è di vecchia data: basti pensare al grande Nenè, protagonista dello scudetto, che vive tuttora in città.
Questo tanto per dire che forse le lezioni di tolleranza andrebbero rispedite al mittente, ed anzi sono degne di sollevare un’ondata di ilarità.

Tutto troppo facile e non rilevante per una stampa isterica che non poteva fermarsi ad approfondire e circostanziare. In realtà, e non sarebbe stato troppo difficile informarsi, Samuel Eto’o ha fatto il birichino proprio con una ragazza di Cagliari conosciuta quando giocava ancora nel Maiorca. Birichino, ovviamente, è un termine assolutorio, un eufemismo. Diciamo, più propriamente, che non si è comportato da uomo.
Una storia forse comune ma che merita di essere messa in evidenza. Il signor Samuel Eto’o mise incinta questa ragazza salvo poi rifiutarsi di riconoscere il figlio. Non stiamo ovviamente parlando di un povero operaio da 1200 euro al mese, bensì di un plurimilionario professionista del pallone. Di conseguenza un comportamento di questo genere appare doppiamente inaccettabile perchè non c’è nemmeno l’attenuante economica. [Fonte]

Il pubblico di Cagliari certe cose le conosce e soprattutto ricorda. Magari da qualche altra parte tutto questo non avrebbe avuto alcun seguito, ma non a Cagliari. Ovviamente i tifosi hanno sbagliato il modo per esprimere il proprio dissenso, utilizzando il mezzo preferito dai razzisti(ovvero l’ululato) per colpire i propri bersagli domenicali. Avrebbero potuto usare dei fischietti, o le fantomatiche Vuvuzelas. Stiamo facendo dei semplici esempi, non siamo esperti in questo genere di cose ma indubbiamente la contestazione si sarebbe potuta e dovuta preparare meglio per non essere facilmente travisata da una stampa che non aspettava altro.

Detto questo ci sarebbe poi da opinare come evidentemente esistano razzismi di serie A e serie B. A Cagliari si è sospesa la partita perchè ad essere beccato dal pubblico è stato un calciatore di colore ma sarebbe ora d’intervenire anche nei confronti di coloro i quali insultano i napoletani, i romani o gli stessi sardi. Non con ululati ma con veri e propri cori.
Ammesso e non concesso che la sospensione della partita sia la soluzione migliore dato che pone nelle mani di questi facinorosi un’arma di ricatto molto forte.

Riteniamo che con tutti i mezzi a disposizione, comprese le innumerevoli telecamere, non sia poi difficile individuare chi compie certi atti per poi punire adeguatamente. In realtà quando si ha a che fare con episodi beceri se non di vera e propria violenza si straparla d’Inghilterra ma evidentemente si è imparato ben poco da quell’esperienza.

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