Maurizio Belpietro.

In 10 anni di attività il quotidiano milanese Libero ha subito un discreto numero di “attenzioni” da parte di qualche malintenzionato o di qualche fanfarone.
Di certo l’ultimo caso, quello che ha colpito il direttore Maurizio Belpietro, non è incoraggiante come manifestazione dello stato di salute della nostra democrazia. In verità, non sono molto incoraggianti nemmeno le reazioni espresse da un certo numero di internauti su Twitter o su vari blog più o meno famosi. Ovviamente non pensiamo che costoro rappresentino la maggioranza, ma nemmeno riteniamo che siano una sparuta minoranza. Leggere che alcuni avevano (testuale) “lo spumante in fresco” ci ha leggermente nauseati, ma non esageratamente dato che ormai tendiamo a non sorprenderci più di nulla. Neanche dell’imbecillità di coloro i quali poi dicono di essere tutori della Costituzione, della democrazia, della libertà di stampa o chissà di quale altra cosa.

Le modalità dell’attentanto sono piuttosto inquietanti, perchè l’uomo avrebbe tentato di sbarazzarsi addirittura del caposcorta, fortunatamente salvatosi perchè l’arma ha fatto cilecca. La conoscenza di alcuni particolari farebbe pensare ad una discreta pianificazione e non al solito “pazzo” che fa tanto comodo in situazioni di questo genere. Pochi post fa ci siamo occupati del caso di Raffaele Bonanni, centrato da un fumogeno durante un’ospitata ad un dibattito del Pd. Abbiamo tralasciato di mettere in rilievo altri fatti che nel frattempo si sono verificati sia per mancanza di tempo che per lasciare spazio a vicende che in quel momento reputavamo più interessanti. Questo spazio si occupa, come avranno potuto capire coloro che qualche volta lo frequentano, di cinematografia, di testimonianze, di sport e di politica con un occhio di riguardo agli anni 70 (da qui il titolo di Nazionalpopolare70).
Abbiamo dato spazio, e continueremo a farlo, ad alcuni episodi significativi degli anni di piombo. Lo facciamo per curiosità storica e perchè crediamo che alcuni eventi siamo meritevoli di essere ricordati tenendo conto del fatto che la memoria -ribadiamo storica– dell’italiano medio è quella che è.  Ovviamente confidiamo nella parte sensata, senz’altro maggioritaria, di coloro i quali usano il web. Non può essere taciuto il fatto che, nonostante siano passati 30 anni, alcuni segni premonitori sembrano poter far pensare ad un possibile ritorno di quei terribili anni.

Alcuni pongono in contrapposizione gli anni che viviamo con i “magnifici” 70. Naturalmente disprezzando i primi e glorificando i secondi, nutriti di passione civile e politica. E può darsi che in tale ambito stiano muovendosi anche coloro i quali tifano affinchè si ritorni ad una conflittualità armata simile a quel periodo della nostra storia.

L’auspicio è quello che si rinsavisca e che ci si renda conto del grado di contrapposizione che si rischia d’innescare. In questo ambito sono importanti sia le parole che gli atti concreti. Ci auguriamo che le isteriche manifestazioni d’impotenza poste in scena da alcuni dei nostri politici più influenti vadano a terminare, anche se abbiamo dubbi in proposito. Purtroppo siamo abbastanza persuasi che prima o dopo ci scapperà il morto. Essendo passati, nel breve giro di pochi mesi, dalle statuette ai fumogeni per poi arrivare alle pistole.

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