Il poliziesco italiano

tPGBXNascita di un genere
 Il poliziesco autarchico – o “poliziottesco”, come venne con una certa sufficienza ribattezzato – conosce la sua stagione aurea negli anni ’70, sulla scia del successo ottenuto da “La polizia ringrazia” (1972): la ratio di questo film – il solo firmato dal glorioso Steno col suo vero nome, Stefano Vanzina – consiste nell’ibridare il cinema “politico” indigeno (quello, per capirci, del Damiani di “Confessione di un commissario di polizia al Procuratore della Repubblica”, 1971) con talune pellicole d’azione provenienti da oltreoceano, quali “Il braccio violento della legge” (1971) di William Friedkin o “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo” (1971) di Don Siegel.
Proprio questi due titoli – assieme al più tardo “Il giustiziere della notte” (1974) di Michael Winner – saranno le più evidenti fonti d’ispirazione del filone: pur se esso affonda le radici in epoche più remote, avendo alle spalle opere di vaglia come “La banda Casaroli” (1962) di Florestano Vancini, “Omicidio per appuntamento” (1967) e “Gangster ’70” (1968) di Mino Guerrini, “Banditi a Milano” (1968) di Carlo Lizzani e “Un detective” (1969) di Romolo Guerrieri (Romolo Girolami).
Considerati dalla critica del tempo rozzi e reazionari, i lavori appartenenti a detto genere sono in realtà incentrati sul ritmo e basati sulle scene d’azione: i contenuti passano in secondo piano ed il messaggio “d’ordine” pare strettamente funzionale a creare motivazioni che consentano ai personaggi di agire. Il via alla produzione in serie nel settore lo danno gli abnormi incassi ottenuti nel ’75 da “Roma violenta” di Franco Martinelli (Marino Girolami): di qui in avanti, gli schermi nostrani sono invasi da un profluvio di prodotti similari, più o meno ispirati. 15369

Se “Roma a mano armata” (1976) e “Napoli violenta” (1976) di Umberto Lenzi e “Italia a mano armata” (1976) di Marino Girolami si limitano a seguire in maniera pedissequa le orme del capostipite (riproponendone l’interprete principale, Maurizio Merli), risultati migliori vengono talvolta ottenuti dagli stessi cineasti in ambiti meno stereotipati: Lenzi, ad esempio, con “Milano rovente” (1973) fornisce un potente spaccato di vita malavitosa, dai suggestivi toni noir, mentre con “Milano odia la polizia non può sparare” (1974) e “L’uomo della strada fa giustizia” (1975) licenzia delle violentissime e assai personali riletture dei citati modelli statunitensi, con una amarezza che non è d’accatto e una competenza tecnica che ha poco da invidiare a quella dei colleghi americani.

Gli autori

Analogo discorso si può fare per Enzo G. Castellari (Enzo Girolami), che sciorina in “La polizia incrimina ldownloada legge assolve” (1973) e “Il cittadino si ribella” (1974) una rara maestria nel girare complesse sequenze spettacolari, per poi sgranare nel superlativo “Il grande racket” (1976) un cupo rosario di morte e di sangue, all’insegna d’un pessimismo di fondo. Se il precursore Romolo Guerrieri continua a proporsi con onesto mestiere – da “La polizia è al servizio del cittadino?” (1973) a “Un uomo, una città” (1974), da “Liberi armati pericolosi” (1976) a “Sono stato un agente Cia” (1978) – e Sergio Martino è nulla più che corretto in “Milano trema la polizia vuole giustizia” (1973) e “La polizia accusa: il servizio segreto uccide” (1975), Stelvio Massi finisce per specializzarsi nel ramo: ma, della sua lunga filmografia, le cose più rilevanti risultano essere l’esordio nel genere ed il commiato dal medesimo, rispettivamente col robusto “Squadra volante” (1973) e il crepuscolare “Poliziotto, solitudine e rabbia” (1980).
Del peculiare contributo di Fernando di Leo ci piace ricordare brevemente le riuscite incursioni di registi che al genere si sono dedicati in maniera episodica, citando il bellissimo – e, purtroppo, inedito in Italia – “Cani arrabbiati” (1974) di Mario Bava, storia di un sequestro di persona dagli esiti imprevedibili; il curioso “Revolver” (1972) di Sergio Sollima, che mescola noir e road movie con sorniona bravura; il magnifico “Tony Arzenta” (1973) di Duccio Tessari, versione apocrifa e survoltata del classico “Frank Costello faccia d’angelo” (1967) di Jean-Pierre Melville (di cui riprende pure il protagonista, Alain Delon), che rilegge il polar d’oltralpe in un’ottica iperviolenta e malinconica. Resta da spendere, su questo fenomeno così importante per la cinematografia di casa nostra (ed apprezzato anche fuori dai confini patrii: in più d’una occasione, ad esempio, Quentin Tarpoliziotto-solitudine-e-rabbia-683485lantino ha indicato in codeste pellicole la scaturigine della propria ispirazione), qualche parola a riguardo della terminale inevitabile decadenza. Come già per il western, le estreme propaggini del poliziesco assumono i colori della farsa: se già ne “Il giustiziere sfida la città” (1975) di Umberto Lenzi compariva la figura d’un difensore della legge pittoresco e ciarliero (ben resa da uno scaltrito Tomas Milian), essa viene in seguito messa a punto per infine assumere i tratti del maresciallo Nico Giraldi, detto Monnezza. All’insegna del turpiloquio e di sempre più sbracati duetti comici con l’attore Franco Lechner (in arte Bombolo), Milian spopolerà in un interminabile ciclo – da “Squadra antifurto” (1976) a “Delitto al Blue gay” (1984) – diretto da Bruno Corbucci: tra lazzi e frizzi, si consumano gli ultimi fuochi di un genere tanto originale quanto misconosciuto, che attende ancora una rivalutazione da parte della critica ufficiale.
Annunci

One comment

  1. Ciao, vi è piaciuto "Romanzo Criminale"? Sta per tornare! E in attesa di 'Romanzo Criminale 2 – La Serie', il 10 novembre 2010 al Cinema Moderno di Roma, gli appassionati potranno assistere gratuitamente all’anteprima dei primi due episodi della seconda serie. A partire dalle 18.30 e fino alle 20.00 del 10 novembre, un botteghino mobile di Sky sarà presente nei pressi del Cinema Moderno (Piazza della Repubblica) e distribuirà i biglietti per assistere al grande evento, al quale prenderanno parte tutti i protagonisti della serie che sfileranno sul Red Carpet dell'anteprima. Date un'occhiata qui: http://www.facebook.com/event.php?eid=173759245973912

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...