Il gatto a nove code.

Film del 1971 di Dario Argento.
Appartiene all’epoca in cui il grande Alfred Hitchcock disse “questo giovane italiano comincia a preoccuparmi”. Il film al quale si riferiva era il primo di Argento, ovvero L’uccello dalle piume di cristallo che assieme alle Quattro mosche di velluto grigio e Il gatto a nove code forma la cosiddetta Trilogia degli animali.

Il gatto a nove code è un thriller molto interessante già con qualche venatura horror/splatter che verrà ulteriormente potenziata in successive opere del maestro Argento (come, ad esempio, il celebre Profondo rosso, summa di un genere a cavallo tra thriller e horror).
Gli attori sono un convincente James Franciscus, il grande Karl Malden(Biscottino, ex giornalista non vedente ora enigmista) e la brava Catherine Spaak. Da segnalare anche un ottimo Pier Paolo Capponi, attore sempre apprezzato.

In un centro di ricerche genetiche si verifica uno strano furto. Si mette in moto un meccanismo che spezzerà la vita di diverse persone.
Il primo a lasciarci le penne sarà un componente dello stesso centro di ricerche che capisce chi ha rubato.
L’assassino lo convoca ad un appuntamento ma lo spinge sotto un treno in corsa. Un fotografo, in attesa di una starlette in arrivo proprio con quel treno, scatta inavvertitamente una foto nel momento in cui il testimone viene lanciato verso i binari.
Biscottino(Karl Malden) s’interessa dell’episodio e decide di scambiare qualche idea ed intuizione col giornalista Giordani(un cognome che compare altre volte nei film di Argento). Per prima cosa consiglia di far sviluppare la foto interamente in modo da poter verificare se l’uomo è stato spinto sotto il treno. Giordani telefona al fotografo che, distrattamente, non s’era accorto di nulla e gli dice che lo raggiungerà di lì a poco per vedere il risultato.
Ovviamente l’assassino era già sulle tracce del paparazzo e lo fa secco con un’azione di strangolamento provvedendo a far sparire gli scatti compromettenti. Giordani e Malden arrivano sul posto ma troppo tardi.
La scia di sangue si allungherà ancora tra omicidi efferati (dove poco o niente viene lasciato alla fantasia dello spettatore in quanto a particolari) ed imprese degne di abili tombaroli.

Il gatto a nove code è un thriller in piena regola con un buon respiro internazionale. La mano italiana è bene amalgamata col duo americano Franciscus-Malden. La musica è di Ennio Morricone: come sempre una garanzia perchè riesce ad essere malinconica ma anche capace di sostenere il ritmo delle scene clou del film.
Bravo Franciscus che ha il merito di entrare molto bene nella parte e diventare incredibilmente familiare allo spettatore già dopo pochi minuti di visione. Grande Karl Malden. Molto in gamba anche Catherine Spaak a suo ruolo sia nella barista insoddisfatta di Febbre da cavallo che nella capricciosa “figlia” del Capo in questo Gatto a nove code.
Capponi è un convincente Commissario di Polizia; ruolo apparentemente stretto ma interpretato con grande professionalità a dimostrazione del fatto che non esistono piccole parti ma solo grandi attori.

I colori, le scene notturne, i lunghi corridoi, gli omicidi seriali, le auto di questo film ed un certo stile tipico dei primi anni 70 renderanno Il Gatto a nove code una piacevole (ri)scoperta.

(Il trailer tedesco… meglio di quello italiano).

Annunci

2 comments

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...